Furbizie

di cristinadellamore

Ho convinto il direttore generale, anche se non è stato facile; insomma, stiamo introducendo il lavoro da casa, ed il mio team farà da cavia. Una modesta soddisfazione, ma la gioia dell’amministrativa part time è stata quasi palpabile, quando è arrivato l’ordine di servizio. D’altronde già i nerd della produzione hanno questa possibilità: certo, loro sono liberi professionisti, è una cosa un po’ diversa, ma dimostra che gli strumenti informatici ci sono.

Quindi oggi facciamo la prima riunione da remoto, e la giornata non è stata scelta a caso, visto che stamattina ho tutti gli appuntamenti fissati più o meno nella stessa zona, tra Ostia ed il Raccordo, e così mi risparmio un bel po’ di chilometri di strada; tra l’altro, le cose sono andate benissimo, tutti i clienti hanno detto sì e quando torno a casa ho anche il tempo di inserire i dati dei contratti. La connessione con la rete aziendale per il momento funziona benissimo, incrocio le dita e mi sento anche un po’ strana, a casa a quest’ora, lei oggi è al lavoro, la cugina in facoltà, mi sento un po’ sola.

Anche perché dopo aver richiuso la porta non ho trovato lei ad aspettarmi, come ormai sono abituata, e non ho avuto l’aiuto di lei per togliermi di dosso il tailleur di ordinanza; mi sono sentita così strana e svampita da rimettermi al computer con addosso solo la maglietta lunga, larga e sformata che indosso a casa in questa stagione ormai più calda che tiepida. No, non sarebbe stata una buona idea, anche perché il cotone un po’ logoro nasconde ben poco di me, attraverso la trama del tessuto bianco si intravede anche la stellina nera tatuata sul cuore; appena prima che parta la videoconferenza mi ricordo di infilare un più elegante maglioncino ed i jeans. Mi sono anche struccata ma a questo punto non importa.

Annunciati da qualche pigolio digitale entrano nella videoconferenza i miei collaboratori e non posso fare a meno di curiosare un po’, mentre ci salutiamo ed il mio schermo si suddivide automaticamente in riquadri. Vediamo, il nerd, come mi aspettavo, è in un locale in penombra che immagino ingombro di attrezzature elettroniche e di scatole di pizza da asporto, saluta e sorride con la barba lunga d’ordinanza ed una maglietta nera che sottolinea il fisico da lanciatore di coriandoli; l’amministrativa part time esibisce le tette con una camicetta sbottonata che mi sembra di seta, alle sue spalle una libreria semivuota con qualche volume strategicamente collocato sugli scaffali: comunque niente da dire, mi è arrivato il lavoro di oggi, si è quasi messa in pari con registrazione e fatturazione delle vendite; il commerciale, incravattato fino alle orecchie, sembra in un ristorante o qualcosa del genere, e mi ricordo che aveva un appuntamento in centro, magari può fornirci aggiornamenti in diretta e comunque devo chiedere al nerd se ci sono problemi ad usare reti di quel tipo, visto che non credo stia usando lo smartphone per il collegamento.

Ci siamo tutti, sto per cominciare quando ecco un altro segnale, ecco un altro riquadro e compare prima il segretario/receptionist/factotum, poi il direttore generale che sorride con tutti i denti e ci dice che era curioso ed ha deciso di partecipare a questa prima assoluta. Bene, abbiamo buone notizie, non mi dispiace certo.

Vendite, appuntamenti, prodotti, adempimenti amministrativi, i punti all’ordine del giorno filano via lisci, ce la caviamo in mezz’ora anche perché il nerd ha risolto una parte dei suoi problemi con le altre aziende per cui lavora e l’amministrativa part time è troppo contenta di risparmiarsi un viaggio di due ore per stare in ufficio cinque e poi farne altre due per tornare a casa quindi lavora decisamente meglio e di più, in una mattinata ha fatto il lavoro di due giorni; d’accordo per il commerciale e per me cambia poco visto che siamo sempre in giro, ma fare il lavoro amministrativo di nostra competenza da casa non è male.

Saluti, uno dopo l’altro tutti i partecipanti spariscono tranne il direttore generale che mi prega di restare connessa. Io avrei da fare, devo preparare gli incontri di domani, ma come faccio a dire di no? E dunque, sorridendo come uno squalo, mi dice che la sperimentazione ovviamente durerà quanto previsto e comunque bisogna che richiami all’ordine l’amministrativa part time che ha lavorato mezz’ora in meno del previsto. Se ne saranno accorti dall’attività del computer, ma possono fare un controllo del genere? Non ne ho idea, magari lo chiederò a lei. Invece chiedo a me stessa perché ce l’abbia tanto con l’amministrativa part time, e prima che possa rispondermi il direttore generale conclude che non devo dimenticare che questa sperimentazione è stato lui a farla partire, senza sentire la Pédégé, e che io sono responsabile del comportamento dei membri del mio team. Altro sorriso da squalo e pof, fine della comunicazione.

Ecco il modo di rovinare una bella giornata. Provo a lavorare ma niente, la mia testa non ci sta più, e riesco solo a pensare al nuovo guaio in cui rischio di infilarmi, irrigidita alla scrivania davanti al computer inutilmente acceso. Lei mi trova così, quando finalmente torna a casa. Meno male che è arrivata, ne avevo proprio bisogno.