Risoluzione

di cristinadellamore

Spedisco la bozza di relazione ai membri del mio team e spengo il computer; è tardi, lei è già andata a letto, così come la cugina, che in questo periodo è stravolta perché la data della discussione della tesi si avvicina e sta studiando come una pazza.

Dovrei essere stanchissima anche io: vediamo, stamattina un’ora di corsa, poi quattro appuntamenti di lavoro nel quadrante nord est – ovvero il più lontano possibile da casa – e meno male che tre sono andati a buon fine, saltato il pranzo e poi un’inutile riunione con il direttore generale ed il direttore tecnico, che la ha tirata in lungo, sospetto, al solo scopo di guardarmi il più possibile le tette. Traffico impazzito per tornare a casa e, per concludere, mi sono resa conto mentre lei mi riempiva il piatto di un magnifico baccalà alla romana che domani scade il termine per la periodica relazione sui risultati.

Invece no: sono sveglia come un grillo e mi godo la carezza del cuoio un po’ liso della venerabile poltrona del bisnonno di lei sulla pelle nuda delle cosce e delle braccia; già, fa finalmente caldo, quindi mentre lavoravo mi sono progressivamente alleggerita e sono rimasta con la maglietta di cotone XXL e nient’altro. Mi stiracchio un po’ e comincio a provare sensazioni interessanti; mi tornano in mente i primi tempi in questa casa con lei, quando mi mancava il coraggio anche solo di sfiorare il cuoio rossiccio perché il mio posto, da obbediente cagnolina, era sul pavimento in legno un po’ logoro, tiepido d’inverno e fresco d’estate; io stavo accovacciata lì, lei mi parlava insegnandomi tante cose senza parere, e spesso mi accarezzava i capelli e sfiorava la nuca. Quando poi affondava le unghie appena un po’ più in basso, capivo che era arrivato il momento di servirla e darle tutto il piacere che potevo, e che sarei stata ricompensata: lei non è stata mai egoista.

Un po’ di rimpianto per quei tempi che erano molto meno faticosi e complicati; un altro po’ perché non è stato qui che lei mi ha frustata per la prima volta. Continuo a ricordare ed a muovermi, chiudo anche gli occhi e ricordo che è stato proprio qui, invece, che per la prima volta lei mi ha sodomizzata con il tacco lungo e sottile delle chanel preferite, lasciandomi senza fiato.

“Amore, sei un’egoista”. Spalanco gli occhi e vedo lei china su di me, sento l’odore che tanto amo e poi la carezza della lingua di lei sulle labbra che tengo semiaperte. Lei mi porge la mano e mi aiuta ad alzarmi. Io lascio la poltrona con un po’ di rimpianto, e sono certa che lei saprà consolarmi.