Cercatori

di cristinadellamore

Allora, provo a tirare le somme mentre butto giù la relazione settimanale sull’attività del team e vengono fuori numeri interessanti; sì, l’obbiettivo di questo mese è certamente alla nostra portata, ed il foglio di calcolo per semianalfabeti digitali come me, gentilmente predisposto dal nerd, è popolato di numeri in verde nell’ultima riga di ogni colonna. Il che significa che anche nei mesi scorsi abbiamo fatto la nostra parte per arricchire la proprietà e possiamo aspettarci che qualche saporita briciola ci venga gettata dal sontuoso desco. Peccato non avere il polso complessivo della situazione, però. Da quando guido questo team non ho più il tempo materiale di fare due chiacchiere con gli altri venditori, e magari qualcuno di loro non parlerebbe comunque volentieri con me, l’ultima arrivata che li ha sorpassati senza mettere la freccia.

La relazione è pronta e la mando al direttore generale; una copia anche ai membri del team, ne parleremo lunedì, quando imposteremo il lavoro della settimana. Prima di spegnere tutto e di tornare a casa, un’occhiata all’orologio nell’angolo dello schermo mi conferma che è sì ora di andarmene, ma è anche un po’ prima del solito, anche se credo di essere rimasta sola in tutto l’ufficio.

No, sola no. Sento sbattere una porta, poi un familiare ticchettio lungo il corridoio; c’è ancora Sara, eravamo amiche, abbiamo festeggiato con sua moglie la nascita del figlio, poi non mi ha più rivolto la parola dopo avermi accusata di una quantità di nefandezze per ottenere il ruolo. Peccato. Sara passa davanti alla mia porta come fosse sulla passerella di una maison di alta moda, ho la tentazione di salutarla ma non lo faccio. Forse è sbagliato, ne ho parlato anche con lei che mi ha suggerito di cercare di riallacciare un minimo di rapporto, ma in questo momento non mi sembra il caso e non ne ho neanche voglia: aspetto che si spenga il portatile, poi andrò in bagno e via, di corsa a casa.

Altro rumore di porta che sbatte, mentre esco in corridoio, ed ecco che mi trovo faccia a faccia col direttore generale. Strano, il segretario/receptionist/factotum è andato via da un pezzo e pensavo che il direttore, che mi sorrida un po’ storto e risponde al mio saluto con un secco cenno del capo prima di infilarsi nella sua stanza, fosse già andato via.

In bagno, mentre faccio quel che devo fare prima di affrontare una decina di chilometri in scooter, mi viene da ridere. Hai visto mai?

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