Medicina

di cristinadellamore

Stamattina non me la sono sentita di uscire per correre ed il caffè che lei mi ha portato a letto aveva un pessimo sapore; peggio che mai, quando mi sono alzata per andare in bagno mi sono improvvisamente sentita la testa che girava ed ho dovuto appoggiarmi alla testata del letto per non cadere. Una volta in bagno mi sono guardata allo specchio e mi sono fatta paura, pallidissima e con le occhiaie.

“No, amore, non hai raffreddore, influenza o qualcosa di peggio, sei solo stanca”. Io non chiudo mai la porta del bagno e lei ne approfitta, e sa che a me fa piacere. Trovarmela accanto, stavolta, mi ha fatto sobbalzare, e vederla nello specchio elegante e radiosa, la pelle liscia e luminosa, gli occhi castani pieni di intelligenza, le labbra incurvate in un leggerissimo sorriso, mi ha fatto sentire anche un po’ peggio: il paragone è improponibile ed impietoso.

“Ti aiuto, amore”, ha aggiunto, ed alla fine, lavata, vestita e truccata riesco quasi ad essere presentabile. Peccato che mi senta debolissima e cammini come una vecchietta o una bambina, a passettini incerti, e accidenti, chissà come sarà divertente affrontare traffico e buche sul mio vecchio scooter. Dovrei assolutamente mangiare qualcosa ma davvero non ho voglia di niente.

“Mettiti a sedere, amore, oggi ti porto io in ufficio, naturalmente, ma prima devi mangiare qualcosa”. Ha avuto anche modo e tempo per preparare sul tavolo di cucina, con tovaglietta, tazza e piatto, un piccolo coperto da prima colazione; e sento un profumo gradevolissimo che però non riconosco.

“Oggi tè all’inglese con un po’ di zucchero, ma poco, amore, bevi a piccoli sorsi”, dice versando dal bricchetto che non usiamo praticamente mai e che, registro, ha bisogno di una bella lucidatura, il tè e poi porgendomi la bottiglia del latte e, infine, indicandomi la zuccheriera. Eseguo, un po’ stordita, e scopro che il tè al latte mi piace e riesco a mandarne giù non una ma due tazze. Solo che adesso mi sento improvvisamente gonfia, con tutto questo liquido che mi balla nella pancia.

“Ecco qui, amore, prova a mangiare questo”. Che poi è una fetta di pane accuratamente tostata sulla bistecchiera, ed era la fonte del profumino che mi era sembrato così particolare. Lei non mi ha detto di fare piano ed io la mando giù in due bocconi.

“E adesso prima di uscire, visto che sei stata brava, il premio, amore”. Si china su di me e mi bacia, piano per non rovinare il trucco. D’accordo, lo prendo per un acconto.