Riunione

di cristinadellamore

Freddo, pioggerellina insistente, cielo grigio e nuvole basse, insomma più che fine marzo sembra fine novembre. Sono intirizzita, stanca ed anche un po’ incazzata, visto che oggi mi sono sciroppata, con un clima infame, più di cento chilometri di strade dissestate e traffico impazzito avendone ottenuto solo dei no e dei forse. Per concludere la giornata, riunione del team, sono stata io a convocarla e me ne pento, poi ci ripenso e mi segno un ultimo punto all’ordine del giorno mentre cerco di riscaldarmi nel nostro piccolo ufficio con un caffè cattivo ma bollente uscito dalla macchinetta. Prendo quindi un altro appunto, e finalmente arrivano i membri del team, compreso il nerd che sembra aver deciso che gli piace l’amministrativa e si fa vedere fisicamente sempre più spesso.

L’amministrativa rifornisce di caffè offerti da me tutti i presenti e posso dichiarare aperta la seduta. Primo punto, risultati ed obbiettivi. Per quello che riguarda i contatti siamo ben sopra il previsto, per le vendite abbiamo qualcosa ancora da recuperare ma non dispero di riallinearci nella prossima settimana; il commerciale concorda e coglie l’occasione per chiedere prodotti nuovi, o almeno che lo sembrino, oltre a lamentarsi delle incombenze amministrative post vendita.

Il nerd vorrebbe intervenire ma fa uno sforzo e lascia parlare l’amministrativa, che si sente chiamata in causa e dichiara che noi commerciali stiamo lavorando troppo. Ci voleva proprio una risata. Insomma, dice, il punto è che non ce la fa, da sola, a stare dietro a tutte le incombenze di controllo, rendicontazione e contabilità; viaggia comunque con un fisiologico ritardo di quarantotto ore. Mi rendo conto che lavora venticinque ore a settimana, ma già noi commerciali facciamo qualche adempimento in più, per esempio registriamo nei due data-base, quello gestionale e quello di rendicontazione del team, gli appuntamenti con i relativi esiti. La soluzione sarebbe chiedere rinforzi, ma ovviamente prima di andare a parlare con il direttore generale che già mi vede, da un po’ di tempo, come il fumo negli occhi, bisogna che ci pensi un po’ su. Mi limito ad annuire e dico all’amministrativa di non perdersi d’animo, troveremo una soluzione, e mi accorgo che la mia interlocutrice dà un’occhiata all’orologio: certo, è ora di andare a casa.

Faccio finta di niente e do la parola al nerd che è decisamente migliorato, dal momento che parla senza borbottare e usa quasi esclusivamente parole della lingua italiana, anche se ad un certo punto gli scappa un “castomizzare” che mette a dura prova la mia comprensione. Insomma, il problema è che il nerd sta lavorando tantissimo per noi e trascura gli altri clienti – questi della produzione sono tutti collaboratori esterni a partita IVA – quindi anche se fattura di più a noi ci perde comunque. Scuoto il capo: neanche qui c’è una soluzione, non posso chiedere al direttore generale un secondo nerd dedicato.

La riunione dovrebbe finire qui, ma io ho due ultimi punti sulla mia agenda, e prego i colleghi di aspettare ancora cinque minuti. Il primo: il caffè della macchinetta fa schifo, ci dobbiamo organizzare in qualche altro modo, si accettano suggerimenti; il secondo: non è possibile fare queste riunioni, soprattutto in giornate come queste, stando ognuno a casa propria, al calduccio e senza dover fare chilometri. Ecco, chiudiamola qui, sull’applauso dei collaboratori. La prossima volta andrà meglio.