Masquerade

di cristinadellamore

Ancora una volta arrivo tardissimo a casa, ma non trovo lei ad aspettarmi. Lo sapevo, riunione ad oltranza per chiudere un accordo miliardario in euro, con relativa fattura proporzionata: anche lei ha un po’ preso la fissa del budget, da quando è diventata socia dello studio.

In compenso c’è la cugina che ha messo da parte i libri per aiutarmi, più o meno come fa lei; dovrei essermici abituata, ma ogni volta sono un po’ in imbarazzo. Non per altro, adesso che si è inginocchiata per sfilarmi gli stivaletti non posso fare a meno di pensare che dovrebbe esserci lei al suo posto, per baciarmi i piedini prima e dopo avermi tolto anche le calze. E poi, non si sente in imbarazzo anche lei?

A quanto pare no, continua ad aiutarmi e, come un’altra volta, me la trovo addirittura nel bagno, pronta ad insaponarmi la schiena. L’imbarazzo che provo dipende certamente dal fatto che non posso più sopportare che mi tocchi qualcuno che non sia lei, diciamo la verità. Mentre si dà da fare mi distrae, che brava, parlandomi del professore. Giusto, ero rimasta ai problemi col D/s, il professore che ci pensa sempre, la cugina un po’ meno.

Insomma, a questo punto, continua la cugina insaponandomi un po’ troppo vicino al culo, il problema a questo punto e’ un altro; nel senso che si, il sesso è sempre meraviglioso, ma qualche volta avrebbe voglia di qualcosa di più semplice, tipo sdraiarsi comodamente sulla schiena, aprire le gambe e farsi tranquillamente scopare. Io non capisco se sono più imbarazzata per quello che la cugina mi sta raccontando o per quello che comincio a provare al tocco di quelle dita aliene eppure così simili a quelle di lei. Mi dico che non è certamente desiderio ma solo curiosità perché le sento forti e gentili mentre mi massaggiano la base della schiena e si avvicinano lentamente ma sicuramente al solco tra le natiche.

Basta così, grazie, provo a dire; senza offendersi la cugina mi restituisce la saponetta e posso passare ad altre parti del corpo. Però voglio anche rispondere, quindi mi giro perché mi piace guardare in faccia gli interlocutori, e non posso fare a meno di cogliere un lampo di apprezzamento negli occhi scuri della cugina. Faccio finta di niente e dico che potrebbe anche essere un bel gioco di dominazione, ordinargli di fare sesso vainilla, completo di paroline dolci e baci e coccole.

La cugina sembra sorpresa e risponde che ci proverà, e se adesso mi giro mi aiuta a sciacquarmi. Ecco, è meglio, perché la maglietta che ha addosso è già bagnata ed aderente, e mette in evidenza le tette così simili a quelle di lei; soprattutto, non cela i capezzoli sporgenti: se tanto mi dà tanto, sta provando qualcosa, e preferisco pensare che è perché stiamo parlando del suo professore.

La schiuma scorre via, ho gli occhi chiusi e nelle orecchie lo scroscio dell’acqua, ma sento lo stesso che è finalmente arrivata lei: ha ancora il giaccone addosso quando mi abbraccia da dietro e mi gratifica di uno sculaccione. “La prossima volta”, dice dandomi il secondo, “aspettami per fare la doccia, la faremo assieme”.