Una breve vacanza – Trentesima parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

“Sai, amore, stavo pensando che è davvero un peccato non utilizzare di nuovo quella gogna. Sembra fatta apposta per te, eri bellissima”. Reprimo per quanto posso ogni reazione: sarà qui che lei mi infliggerà quella punizione severa che mi ha promesso e che merito, quindi. E non dubito che, come me, lei sappia benissimo che da qualche angolo più o meno nascosto saremo spiate, e quello che farò per lei sarà visto e raccontato da estranei ad estranei. Non lo nascondo, l’idea mi piace. E tanto. Mi lascio portare al guinzaglio fino in mezzo al salone, camminando a piccoli passi e con le mani dietro la schiena, mi chino e finalmente mi lascio bloccare collo e polsi; sono pronta per lei, come sempre.

“Non alzare la testa, amore, e allarga di più le gambe, da brava. E voglio che ogni volta mi ringrazi e mi chiedi di averne ancora. Sei pronta? Non ti farò più male di quello che puoi sopportare, lo sai”.  Lei è proprio accanto a me, sento il calore del corpo di lei, l’odore della sua pelle e quasi vedo il colore rosso fuoco del desiderio che ha di me; poi sento le dita sottili e forti che mi accarezzano le tette, cercano i capezzoli e li strizzano facendomi sobbalzare, scostano il reggiseno per esporre le mammelle che così piegata come sono sembrano, ne sono certa, ancora più grosse: io non posso vederle, ma le vede lei, e mi basta. Mi rilasso per abbandonarmi alle sensazioni mentre sento il frustino che mi accarezza le natiche, come a prendere le misure. Poi il sibilo, il colpo ed il dolore: lei ha cominciato ed io sono colpita più che dal cuoio lavorato dall’amore che mi porta.

“Basta così, amore. Sei stata bravissima”, e lei si china su di me, mi bacia la punta del naso, mi lecca le labbra ed il lobo dell’orecchio; io sono senza fiato e senza voce per il dolore ed il piacere che mi ha dato e che continua a darmi, baciandomi, leccandomi, sfiorando la mia pelle con la punta delle dita; segue il mio profilo con un dito, me lo infila in bocca ed io lo succhio quasi senza rendermene conto, sento lei che dice qualcosa come “sì, così, ancora, non smettere”, ma io non ci penso proprio, e poi la meravigliosa e dolcissima risata del piacere di lei mi risuona nelle orecchie e mi rende finalmente completamente felice: ho fatto il mio dovere e ne sono incredibilmente fiera, come sono fiera del culo che brucia, perché lei ha picchiato forte, ed a lungo, come promesso e come meritavo.

“Non sono certa che te lo meriti, amore, ma visto come ti sei comportata sotto la frusta ti premierò”. Lei ci ha messo un po’ a ricomporsi dopo il piacere, sento che ha ancora il fiatone e la mano che mi accarezza lungo il filo della schiena trema ancora, anche quando arriva in fondo, sulla curva dei fianchi e sulla pienezza delle natiche; è fresca lì dove brucia la mia pelle, ed è bollente dove serve, sulla mia carne sensibile. Una lunga serie di carezze precise e decise, lei sa dove e come toccarmi, quali interruttori accendere. In breve, mi ritrovo di nuovo fradicia ed ansimante; una sub non può esprimersi così, ma io voglio lei, dentro di me, e lei lo capisce benissimo. Sono sicura che del mio desiderio lei si accorge anche questa volta, come sempre, ed è pronta ad accontentarmi, come ogni volta, anche quando lei è stanca o preoccupata o impegnata: mai una volta che mi abbia detto di no, e mi ha anche spiegato perché. La mia voglia di lei, mi ha detto una delle prime volte, tagliando corto alle mie scuse, la accende.

“Rilassati, amore, non voglio farti male”. Si è spostata dietro di me, io sono inerme e completamente esposta, del tutto nelle sue mani, come è giusto che sia. Chiudo anche gli occhi per non essere tentata di sbirciare in qualche modo e mi sento pronta. Proprio in quel magico istante in cui te lo aspetti lei mi prende, con forza, nel culo, e riconosco il tecnologico strapon vibrante col quale abbiamo provato sensazioni fortissime. Mentre già arriva la prima ondata di piacere mi dico che lei aveva previsto tutto sin dall’inizio e devo fare uno sforzo enorme per non urlare il mio amore per lei.