Una breve vacanza – Venticinquesima parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

“Sei stata bravissima, amore. E sei bellissima, ed io nemmeno adesso ci credo che stiamo assieme e sei mia. Ti amo, amore, non smetterò mai”. Lei si è chinata su di me per parlarmi a voce bassissima, io mi azzardo a guardarla negli occhi e mi accorgo che luccicano, sono colmi di lacrime. E comincio a piangere anche io, per la commozione, la felicità e tutto il resto che viene dalla mia vita con lei, e lei mi accarezza, si bagna le dita con le mie lacrime e le porta alla bocca, ed io vorrei dirle grazie, Padrona, Signora, moglie, compagna, amante, per la vita che stiamo vivendo assieme. Ed in effetti sì, l’ho detto con quelle lacrime.

Per il resto della serata resto così, fisicamente in ginocchio, in realtà comodamente sdraiata su una nuvoletta, e intanto lei mi accarezza, mi sfiora, mi tocca come può senza venir meno alla sua dignità di Dom, per tutto il tempo in cui la sub mascherata viene sottoposta alla severissima disciplina del Dom vestito di scuro (poi lei mi dirà che il Dom è un ragazzino e la sub una ultraquarantenne); nella luce più forte il bellissimo corpo della sub, già segnato da recenti bastonature, si copre di piaghe per l’uso della cane, ed io sobbalzo quando, alla fine, il Dom dà fuoco ad un foglio di carta appallottolato e lo deposita sulla schiena della donna. Che, sia detto a suo onore, non fa una piega neanche alle prese con il fuoco e rimane immobile in una perfetta esibizione di forza e coraggio.

“In realtà è molto di effetto, ma il calore va verso l’alto, per fortuna, quindi tanto spettacolo con poco dolore”, commenta lei chinandosi di nuovo verso di me e porgendomi la mano da baciare; non riesco a trattenermi e più che baciare dorso e palmo lecco e accarezzo con le labbra, e poi provo a sfregarmici contro con la guancia ed il collo. Lei sorride e mi lascia fare, quando faccio così sono proprio come una gattina che vuol lasciare il proprio odore ed a lei piace tantissimo, proprio quanto piace a me. Mi perdo così la sub mascherata che segue il Dom incespicando e barcollando fino al tavolo accanto a quello di lei per poi prosternarsi mettendo in bella evidenza il culo segnato; visti i lividi e le piaghe meglio così che in ginocchio, mi dico.

“Hai fame, amore? Abbiamo mangiato poco ma molto bene, e adesso tocca a te”, mi dice lei, ignorando platealmente il giovane Dom che cerca di attaccare bottone. Ho un piccolo, gradevolissimo fremito: ho dimenticato la fame, ma penso a come sarà essere imboccata da lei. Il giovane Dom continua a parlare con lei ed io lo ignoro, come lo ignora lei che risponde a monosillabi; mi piacerebbe invece scambiare due parole con la sub che sento molto vicina e che sbircio con la coda dell’occhio. E’ immobile come deve, faccia a terra, culo in alto, polsi ammanettati dietro la schiena e ceppi alle caviglie, il Dom le tiene un piede sul collo in uno sfoggio di potere che trovo eccessivo. Poi sobbalzo, perché il Dom passa a parlare di me, fa i complimenti a lei per come sono stata educata, e insomma fallito il primo tentativo (si è vantato, a quanto ho capito, della sua esperienza che gli ha permesso di ridurre la sub a nient’altro che un oggetto, figuriamoci) passa al piano B. Sento che lei quasi gli ride in faccia, e mi viene in mente un vecchio film della Disney, il protagonista aggancia la ragazza perché i loro cani si trovano simpatici. Mi chiedo chi abbia messo nel mirino, questo giovane così sicuro di sé, ma mi sento tranquilla ed amata, in questo momento.