Nuove sorprese

di cristinadellamore

Mi sveglio un po’ a disagio. Come sempre mi sono addormentata supina, con un braccio attorno alle spalle di lei che appoggia il capo sul mio seno (“Molto meglio di un cuscino di piume, amore, mi sostiene e mi fa anche passare i doloretti alla cervicale”, dice sempre lei prima di addormentarsi e dopo aver dato il bacio della buonanotte ai miei capezzoli), come sempre mi sono risvegliata nella stessa posizione, col calore del respiro di lei a tenermi compagnia.

Però c’è qualcosa di diverso; mi sento un po’ strana, ed anche lei si è un po’ spostata, durante il sonno, come a cercarmi, ma non sento la sua pelle contro la mia carne. Provo una pressione tra le gambe, un peso all’inguine e, proprio lì, un dolcissimo, piccolo dolore.

Provo a muovermi piano per non disturbare lei: la sveglia mi dice che manca ancora una mezz’ora al momento in cui dovremo iniziare la giornata, e dal respiro profondo e regolare sento che lei sta dormendo serenamente. Ma mi è quasi impossibile scivolare giù dal letto come riesco di solito a fare, tra le lenzuola e la leggera copertina di cotone bianco imposta dal fresco di queste notti di inizio autunno. Non è solo per il dolce peso di lei, ma c’è dell’altro.

Certo, ecco cos’è. Ieri sera lei ha cercato a lungo nella nostra scatola dei giochi e finalmente ne ha estratto il più grosso dei nostri strap-on, quello comprato tanti anni fa a Parigi e che non usavamo da tempo, con molte cerimonie mi ha aiutato ad indossarlo e così attrezzata mi sono prodigata a lungo per soddisfarla. Alla fine, deliziosamente stanche, ci siamo addormentate senza nemmeno pensare a riporre il giocattolo, che ora punta orgogliosamente verso l’alto e che lei, nel sonno, ha tenuto stretto in mano.

Sempre nel sonno, borbotta qualcosa come: “Ancora, amore”, poi si gira, mi volta la schiena e, nella penombra, mi mostra il culo che non smetterei mai di mordere, baciare e leccare. C’è tutto il tempo, e allora, muovendomi con un po’ di difficoltà, ne approfitto per avvicinarmi gentilmente; arrivo alla distanza giusta e comincio a darmi da fare con la lingua, le labbra ed i denti. La sua pelle è tiepida e profumata, ed io sono irresistibilmente attirata dal solco tra le natiche, che trovo leggermente umido di sudore: ne apprezzo il sapore un po’ più forte e l’odore che riconoscerei tra mille. Piano, perché non voglio che lei si svegli, passo più e più volte la lingua e ne ho in cambio un gemito soffocato. Sono certa che lei stia sognando, e che adesso sia nel bel mezzo di un sogno erotico di cui io sono la coprotagonista.

Quando sfioro le mucose morbide dell’ano sono io ad avere un brivido; lei si muove un po’, come per offrirsi meglio, e mi chiedo se non stia solo fingendo di dormire. Non importa. Lei è pronta, lo sono anche io, scivolo gentilmente dentro di lei che si inarca appena per accogliermi e comincio a muovermi. So come le piace, per prima cosa adora sentire tutto il mio peso e così mi schiaccio su di lei e comincio a spingere; prima più piano, poi più in fretta, e ne ho improvvisamente voglia anche io, mentre lei geme, ansima e infine viene, e sì, era già sveglia ed io ci sono cascata, meglio ho voluto cascarci.

“Buongiorno, amore. Resta un altro po’ così, abbiamo tutto il tempo, mi prenderò anche io cura di te”.  Invece di rispondere posso fare di meglio: un piccolo morso alla pelle tra collo e nuca, dove è più tenera e delicata, per farla rabbrividire. Io non ho voglia di aspettare troppo.