Acqua e fuoco

di cristinadellamore

Anche se stamattina la sveglia ha suonato con i consueti trentacinque minuti di ritardo rispetto ai giorni lavorativi, era ancora buio. Lei ha accettato il mio bacio del buongiorno, mi ha presa per i capelli e mi ha gentilmente spinta sotto le coperte leggere. Io ho respirato a fondo per sentire tutto il suo odore e come sempre ho avuto un piccolo giramento di testa prima di affondare il capo tra le cosce di lei e baciare lei nel migliore dei modi.


“Stanotte deve essere piovuto, amore”, mi ha detto rilassandosi ed allargando leggermente le ginocchia per offrirsi meglio alle mie labbra ed alla mia lingua. Non ero interessata al meteo in quel momento: gli occhi socchiusi, assaporavo quanto mi veniva offerto distinguendo le più piccole sfumature. Un po’ di sudore, per il tepore della notte sotto le lenzuola, era la testa: sale, muschio, forse cuoio. Poi il corpo: desiderio, eccitazione, attesa del piacere, e quindi frutti esotici e pane fresco, come un grande champagne. Infine la coda, l’amore che prova per me come io provo per lei: lavanda, caffè, tabacco. Ho continuato a muovere la lingua, piano prima, velocemente poi, e di nuovo più piano. Bellissimo.

“Detesto dirlo, amore, ma se vogliamo correre prima che il tempo peggiori dobbiamo alzarci”, ha sussurrato lei, con il fiato un po’ corto, e subito dopo la ho sentita sobbalzare quando ho affondato i denti nella carne tenera e bollente. Non ci alzeremo da questo letto prima di sentire la sua risata di gioia, ho pensato.