Doppia Coppia

di cristinadellamore

Oggi il silenzio si un sabato di agosto è stato infranto dal rombo brevettato di un enorme bicilindrico. Insomma, come promesso o minacciato, il professore si è presentato puntualissimo sotto casa per andare al mare con noi.

La cugina si è precipitata giù per le scale, zainetto in spalla e casco già allacciato; noi la abbiamo seguita più dignitosamente, dominando la curiosità. Senza neanche voltarsi lei , una volta arrivata in cortile, ha puntato verso il garage, io non ce l’ho fatta e mi sono concessa un’occhiata in anteprima.

Sono rimasta delusa perché la cugina, avvinghiata come era al suo amore, rendeva impossibile uno studio approfondito: si vedeva soltanto una gamba coperta dalla tela consunta di un jeans molto vissuto e mezzo serbatoio giallo e nero di quello che poi lei ha identificato come una 883 risalente a qualche anno fa.

Con molta cortesia ed educazione il professore ci ha anche fatto passare in testa. Durante i brevi istanti del sorpasso dal sellino posteriore della nostra Ural che lei ha condotto con la solita perizia, ho potuto apprezzare un giubbotto di pelle forse un po’ troppo pesante per la stagione, anch’esso elegantemente logoro, e l’espressione beata della cugina strettamente abbracciata. Per una volta ho rimpianto la mancanza degli auricolari bluetooth di cui avevamo spesso parlato e che mi avrebbero consentito di chiedere a lei un primo parere. Ed anche un secondo: voglio dire, è una cosa sana vedere nudo nostro cognato? E poi, è proprio un cognato?

Vediamo. Mi concentro mentre viaggiamo ad una decina di chilometri oltre il limite sulla strada regionale non proprio liscia come un biliardo e per fortuna poco trafficata, e insomma, lei ha una cognata, la compagna del fratello, io sono figlia unica, insomma no, non è un cognato ma quasi. Anzi, visto che abbiamo quasi adottato la cugina è quanto più vicino possibile ad un genero. E lo vedremo nudo, e lui vedrà nude noi. Sorrido sotto il casco, non abbiamo motivo di far vergognare la cugina, e mi stringo di più a lei visto che abbiamo finalmente imboccato la più stretta e tortuosa provinciale, lei ha rallentato un po’ e sembra divertirsi con cambio e frizione; mi rendo conto che questo non è proprio il terreno adatto per la bicilindrica a stelle e strisce e mi piacerebbe dire a lei di andarci più piano.

Non ce n’è bisogno. Lei stacca la sinistra dal manubrio e fa un cenno, un gran frastuono ed il professore passa in testa facendo a sua volta un gesto di saluto. Tiene il nostro stesso passo, e sa dove andare, magari ha studiato il percorso con la cugina, chi lo sa. Comunque arriviamo abbastanza in fretta, e troviamo modo di parcheggiare non troppo lontano dall’ingresso. Due passi con poche chiacchiere, a parte i saluti: mi piace, e mi piace come guarda la cugina e come la cugina guarda lui. Mi accorgo che anche lei è soddisfatta di quello che vede.

Non c’è neanche discussione alla cassa: lei paga i caffè, il professore i lettini e quando è il momento mi spoglio con aria indifferente, gli occhi fissi su di lei che adoro vedere nuda all’aperto. Poi non mi nego un’occhiata mentre lei mi spalma la crema sulla schiena. Niente da dire, è un bel maschio, muscoloso quanto basta, non magrissimo, villoso il giusto. Lei punisce la mia curiosità affondando le dita sottili e forti subito sopra il culo, da lasciarmi il segno, e facendomi sussultare, ma non ha fatto in tempo a negarmi uno sguardo più preciso. E sì, sembra ben fornito, buon divertimento.

“Lo sai che non c’è un rapporto tra un uccello a riposo ed un pene eretto”, mi sussurra lei all’orecchio. Lo so benissimo, accidenti: so che da piccolo che sembra può diventare enorme, ma più piccolo di quello che è da floscio non può diventare, e insomma mi sembra che la cugina abbia di che divertirsi.

“Tocca a te ungermi, adesso. Concentrati, e intanto guardo io, e ti racconto”. Agli ordini.

Annunci