Quarto Conte

di cristinadellamore

Stasera fa caldo, quindi il caminetto è spento. Lei è in piedi e dà le spalle al focolare, ha indossato un paio di lucidi stivali neri al ginocchio nei quali ha infilato le gambe dei pantaloni di fustagno, ed una camicia bianca con un complicato jabot di pizzo. Dovrebbe imitare l’abbigliamento di un gentiluomo del Diciottesimo secolo nel suo ritiro di campagna.

Io sono devotamente accovacciata ai suoi piedi, sul vecchio tappeto un po’ liso e per ciò morbidissimo, in attesa di ordini, col fiato un po’ corto. Ansimo come l’affettuosa e disciplinata cagnolina che sono diventata, perché lei mi ha fatto correre e saltare sul posto per un tempo interminabile, e adesso sono felicemente stanca e sudata. Felicemente, perché lei mi ha fatto i complimenti, mi ha fatto i grattini sul collo e mi sorride. Vorrei che mi accarezzasse un po’ di più, nuda come sono, ma c’è ancora tempo per questo.

A guardarla da qui, come non facevo da tempo, è ancora più bella.

Aspetto il prossimo ordine, ma non ce la faccio, mi strofino contro gli stivali, prima la guancia, poi il fianco, sono nuovi, profumano di cuoio. Li abbiamo comprati assieme ieri, al mercatino del paese, su una bancarella che vendeva anche tute mimetiche e grigioverdi delle Forze Armate, cinturoni di corda, zaini e roba del genere, e lei mi ha spiegato che sono i cacciatori a comprare cose del genere. Io ho pensato che avremmo dovuto comprare anche le tute, magari per qualche altro gioco: mi piacerebbe arrendermi a lei, essere catturata e subire tutto quello che può essere inflitto ad un prigioniero.

Ma intanto gli stivali profumano di buono e di lei, e mi chiedo che sapore abbiano. E ancora ansimante, mentre lei tace e mi guarda con desiderio, li assaggio con la punta della lingua. Per un istante me ne pento, lei mi ha ordinato di stare ferma ed io adesso disobbedisco, poi dico che è troppo bello e che non mi importa della punizione, e comincio a leccarli per tutta la lunghezza.

Lei non reagisce, il frustino pende dal suo polso, poi le labbra sottili si distendono in un sorriso.

“Fai più piano, mettici tutto il tempo che ci vuole, da brava cagnolina, e sarai premiata”.