Cavalli e mazze (3)

di cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

“In ogni caso, peggio della fame non potrà essere”, borbottò l’Elfo tra sé affondando il pugnale nella ferita aperta dalla spada di Angoer. Sapeva quello che stava facendo, ed in poco tempo riuscì ad estrarre dal cadavere il fegato, ancora caldo e sanguinante. “Mancano le cipolle e le erbe amare”, pensò il generale tagliandolo in pezzi, “e manca una buona caraffa di vino dei Regni del Sud”, brontolò infilzando un boccone sulla punta del pugnale per scaldarlo sulla brace di fango, “però non è neanche tanto male”, si disse masticando a fatica.
Dette uno scossone al suo attendente e gli presentò un altro pezzo di fegato sulla punta del pugnale; ancora mezzo addormentato, Angoer masticò, inghiottì e spalancò finalmente gli occhi.

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