Provvedimenti

di cristinadellamore

Tornate dal mare, doccia e doposole, immediatamente. In genere è un rito della sera, prima di andare a letto, ma stavolta non perdiamo tempo. Sì, perché se in città si muore di caldo, sulla spiaggia c’era una brezza gradevolissima; ci siamo trattenute forse un po’ troppo a lungo e lei e la cugina, nonostante la crema a protezione trenta, sono di un bel rosso ciliegia. Tanto che lei, che non si lamenta mai, ha guidato contratta per tutto il viaggio di ritorno, tenendo le spalle staccate dal sedile, almeno per quanto possibile, una smorfietta sulle labbra che la faceva sembrare una ragazzina contrariata.

Per fortuna stasera non abbiamo impegni, e ci possiamo prendere tutto il tempo che ci serve. Visto che la mia pelle olivastra ha resistito meglio, ed anzi, guardandomi al volo allo specchio mi sono accorta di aver preso proprio quel livello di abbronzatura che a lei piace tanto, sono io a fare da crocerossina del reparto grandi ustionati.

Prima la cugina, ha deciso lei. Non per la doccia, i bagni sono due, ma per l’applicazione della crema all’aloe che viene venduta a peso d’oro ma che, mi dice lei, vale ogni centesimo. Così quando esce dalla doccia, dignitosamente infagottata nell’accappatoio un po’ liso che ha portato da casa sua e che, credo, era della madre, mi faccio trovare sulla soglia della sua stanza, la faccio stendere sul letto e la ungo accuratamente dalle spalle ai talloni. A metà dell’opera appare lei, a sua volta fresca di doccia, si appoggia allo stipite come se fosse stanchissima ed assiste in silenzio.

“Anche davanti, amore, in queste condizioni noi due dobbiamo muoverci il meno possibile”, mi incoraggia lei quando penso che il mio compito sia finito. E sia, con lei che mi guarda non sono imbarazzata quando tocco un paio di tette meravigliosamente sode, un pancino dagli addominali scolpiti e tutto il resto. La cugina è rimasta sdraiata con gli occhi socchiusi, ed alla fine mi ringrazia a mezza voce.

La lasciamo lì a riposare e lei mi precede fino alla nostra camera da letto dove ronza, per fortuna, il condizionatore. Anche per lei lo stesso trattamento, ovviamente. E la cosa è più difficile: devo essere delicata, ma con la sua pelle sotto le mie dita mi è difficile controllarmi e mi accorgo che insomma, la terapia sta diventando qualcosa di più preciso ed intimo. Lei si sottrae gentilmente quando faccio per baciarle i piedini.

“No, amore, prima passami la crema anche davanti, e magari mettine un po’ di più. Così ce ne sarà abbastanza per te”.

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