Dei molteplici usi di una treccia ben fatta

di cristinadellamore

Solo per amore

Quasi senza accorgermene, mi sono trovata in ginocchio davanti a lei, il capo affondato tra le sue gambe; lei si era appoggiata al bracciolo della venerabile poltrona del bisnonno e, quando alzavo gli occhi, vedevo che teneva i suoi semichiusi, la braccia abbandonate lungo il fianchi, per meglio assaporare la mia carezza.

Poi ho chiuso gli occhi anch’io e mi sono persa, come drogata dal suo sapore sulle labbra, fino a che uno strattone non mi ha fatto dolorosamente piegare il collo all’indietro. Mi aveva presa per la treccia.

Lei sa che non mi dispiace una misurata brutalità, e dosa sempre perfettamente la forza. Ma non questa volta: mi ha fatto male, mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, lo ha visto e non si è scusata.

“Girati”, mi ha ordinato con un tono che non le sentivo da tempo e con una voce resa opaca da qualcosa a…

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