Telefoni – Settima parte

di cristinadellamore

Lei risponde subito, un po’ affannata: come mi preoccupo io, si preoccupa lei, ovviamente. Sono chiusa in bagno e parlo a voce bassissima; tesa come mi ritrovo, è un altro sforzo, avrei voglia di urlare per quanto sono tesa. Lei mi ascolta e prima ancora di farmi le congratulazioni mi dice: “Sei troppo tesa, devi rilassarti, vorrei proprio essere lì con te, in questo momento”.

La voce di lei è una carezza che mi calma a poco a poco; non solo, mi entra dentro e mi fa tremare, e certo non di paura. Le rispondo che è qui con me, adesso, e finalmente lei mi dice quello che voglio sentirmi dire: “Prendi il giocattolino ed usalo, adesso”. L’ho già fatto altre volte, qui dentro, per il nervosismo, la tensione, magari un’incazzatura dopo la telefonata con un cliente particolarmente maleducato ed arrogante; non l’ho mai fatto con lei al telefono, che mi guida e mi sente. Con dita un po’ tremanti frugo nella borsetta e naturalmente ci metto una mezza eternità a trovare il piccolo, elegante vibratore a conchiglia. Lo accendo, quasi certa che la batteria sia scarica, e invece no, funziona e sobbalza gentilmente nella mia mano.

“Sento il rumore da qui, mettitelo senza togliere le mutandine, amore”. Ma certo. So bene cosa fare, e lei sa benissimo cosa mi piace, una via di mezzo tra clitoride e grandi labbra. E’ caldo e liscio, e mi dà immediatamente la scossa, come è giusto. Mi piacerebbe farlo durare un po’, ma non sono nel luogo più adatto, e così scelgo la massima velocità.

“No, amore, un po’ più piano, cosa importa? Aspetteranno ad usare il bagno”. Fa presto a dirlo, non ha idea di quello che può capitare qui, con due soli bagni per tutti i dipendenti, e tra un po’ comincia il pellegrinaggio in vista dell’uscita. Ovviamente obbedisco, una mano tra le gambe per sfiorare appena l’interruttore.

“Brava amore, continua così”. Mi sembra di sentire il suo odore, come quando mi accarezzo davanti a lei per eccitarla ed eccitarmi, e già so che dopo pochi minuti le dita di lei sostituiranno le mie, la lingua di lei mi frugherà dappertutto, i denti di lei mi morderanno, dolcemente all’inizio, poi sempre più a fondo. Presa dal gioco, mi accarezzo il seno attraverso la camicetta ed il reggiseno e provo ad immaginare che sia lei a farlo; trovo un capezzolo dritto e lo stringo, mi lascio sfuggire attraverso le labbra semiaperte ed i denti serrati un piccolo lamento.

“Adesso chiudi le gambe e lasciati andare, amore. Ti ho sentita, sai, sei già pronta”. E’ vero, lei mi parla ancora, mi dice che mi ama ed io vengo silenziosamente, chiudendo gli occhi per vergognarmi di meno.

“Non devi vergognarti, amore, io ti amo”. Su questo ci lasciamo; io prometto a lei di servirla per tutta la notte, e poi mi lavo la faccia, ripasso il rossetto e sono più o meno decente e presentabile, pronta per una nuova riunione, che non sarà certamente semplice da gestire, anche se, tra qualche minuto, avrò le idee abbastanza chiare per decidere cosa dire, e come.

Annunci