Telefoni – Quarta parte

di cristinadellamore

Insomma, persona fortunata, commenta, e finalmente mi lascia libera. Oddìo, ci sono ancora effetti collaterali e me ne rendo conto quando, dieci minuti dopo, per poco non brucio uno stop e quasi mi infilo sotto un autobus turistico, di quelli a due piani, bello pieno di gente in vacanza; sì, perché stavo ancora pensando al direttore generale, che vergogna, e mi stavo chiedendo se davvero ci stava provando con me, o se voleva solo essere cameratesco e gentile.

Un primo indizio. Arrivata a destinazione trovo una chiamata persa sul telefono aziendale, un numero che non è in rubrica. Ho un paio di minuti, quindi richiamo: magari è un cliente che mi cerca. Insomma, mi cerca ma non è un cliente, è il direttore generale che mi risponde felice come una Pasqua e che mi dice che aveva dimenticato di avvertirmi che, a qualsiasi ora torno in ufficio, dobbiamo vederci con il direttore commerciale. Mi fa anche gli auguri per l’incontro, grazie, molto gentile.

Ne ho bisogno, il cliente è un duro, il commercialista è un commercialista e non c’è niente da aggiungere, e l’ultima cosa che faccio prima di entrare e slacciare un altro bottone della camicetta, ovviamente. Nonostante l’uso di armi improprie o vietate dalla Convenzione di Ginevra la battaglia dura molto ma molto a lungo, prima spaccano il capello altro che in quattro sui prodotti, poi comincia la lotta sui prezzi e non solo.

Già, perché discutiamo alla morte anche sulle condizioni di pagamento, cioè non vogliono sentir parlare della fidejussione bancaria a garanzia della dilazione perché costa, e arrivano addirittura a propormi di prendere un paio di postdatati a sessanta e novanta giorni, dicono che è praticamente contante e che si fa così dappertutto.

Sono quasi tentata di accettare, non fosse che per vedere la faccia del ragioniere pensionando quando glielo spiegherò, poi ovviamente mi ricompongo e alla fine chiudiamo con un altro sconticino ed un pagamento a sessanta giorni: comunque su questa cosa dei postdatati ci devo lavorare e capire bene cosa comporta. Lei una volta mi ha spiegato che ai tempi di suo padre era un classico, addirittura nelle banche i direttori avevano una cassetta di sicurezza apposta ed ogni mattina portavano in cassa quelli che arrivavano a maturazione. Anzi, c’erano linee di credito dedicate proprio ad operazioni come queste; adesso non credo si possa fare con tanta disinvoltura, ci sono strani adempimenti imposti alle banche contro la criminalità ed il riciclaggio, ogni tanto mi telefonano dalla banca per chiedermi di passare da loro ed aggiornare il profilo, e non so bene cosa significhi, non ha certamente niente a che vedere con i social network.

Magari vi starete chiedendo cosa succede se questo cliente così riluttante non paga. Bene, a me niente, l’amministrazione ha un sistema di punteggi e nonostante tutto questo qui ha il massimo dei voti, quindi io posso stare tranquilla, la dilazione di pagamento è automatica. La pratica, al settantesimo giorno (dieci dopo quelli della prevista dilazione) passa al contenzioso, che poi è un ragazzo al secondo anno di Giurisprudenza che lavora part time, che manda due lettere di sollecito, la seconda più incazzata della prima, e poi impacchetta tutto e passa le carte ad uno studio legale. Ma in genere pagano, qualche volta il ragazzo chiama il venditore, noi facciamo una telefonata amichevole di sollecito e tutto finisce lì.

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