Preconsuntivi – Terza parte

di cristinadellamore

“Vado in bagno per prima. Tu non fare la doccia, ho cambiato idea e voglio sentire il tuo sudore, stanotte”. In un lampo, appoggia le labbra sulle mie, si stacca e mi lascia lì: non ha detto “Riposo”, in effetti, e per un po’ non mi muovo.

Lascio a lei tutto il tempo necessario e sono premiata. Lei si affaccia dal corridoio, mi chiede: “Davvero non hai sonno, amore?”, e mi raggiunge. Ha messo la camicia da notte della nonna, comprata per gioco al mercatino, cotone bianco pesante incrostato di pizzo ed è bellissima. È anche già entrata nella parte; senza neanche risponderle le faccio un cenno prima di sprofondare nella poltrona e lei obbedisce, va in cucina e ritorna con il mio bicchiere. Si china per porgermelo ed assume la posizione giusta, una palpata al culetto sodo, la mano che si infila tra le gambe, una strizzata che la fa sobbalzare. Bevo, e le dico di andare a letto e di aspettarmi sveglia.

“Ma certo amore. Non fare tardi, amore”, risponde, ed io mi sforzo di aspettare decentemente almeno dieci minuti prima di raggiungerla a letto, tirarle su la camicia da notte e tirarmi giù i pantaloni; lei apre disciplinatamente le gambe e comincia a gemere e ad agitarsi mentre mi muovo su di lei, fino a che non mi fermo e mi tiro indietro; non ho detto una parola, non ho fatto una carezza, non ho dato un bacio.

“Mi giro, amore? Fai piano, ti prego”, mi chiede lei, ed esegue quando annuisco. A quattro zampe, la camicia da notte rialzata fin quasi a coprirle la testa, alterno spinte a sculaccioni, e accidenti quanto mi piace, e finalmente vengo senza preoccuparmi di lei; tanto lo so che le è piaciuto, mi dico con una certa arroganza che stasera ci sta proprio bene, e infatti lei si raggomitola da una parte con un gran sorriso soddisfatto, accetta un mio fuggevole bacio e mi sfiora quando mi sono girata di spalle e sto per addormentarmi. A lei piace, giocare alla mogliettina sottomessa ed al marito un po’ insensibile.

Lei è rimasta nella parte, e mi ha svegliata con un bacio del buongiorno che mi ha fatto girare la testa e reso le gambe di cotone. Mi sono trascinata per quasi due ore in scia a lei ed alla cugina senza riuscire a fare la mia parte in testa al nostro gruppetto e, una volta arrivata in ufficio, ho vanificato tutto inzuppando due cornetti in un cappuccino ben zuccherato. A mia discolpa, per tutto il tempo ho pensato solo alla relazione da esporre ai grandi capi; il nerd mi compare accanto mentre recupero dal fondo della tazza gli avanzi di schiuma, zucchero e briciole, e ovviamente offro la colazione anche a lui. Con mia sorpresa rifiuta; lo guardo meglio e mi sorprendo ancora di più: giacca, cravatta e camicia stirata, si è anche fatto la barba e mi spiega che non poteva sfigurare accanto a me. Magnifico, peccato che dietro gli occhiali spessi nei suoi occhi scuri ci sia un lampo che non mi convince.

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