Di maschi ed altri oggetti – Quinta parte

di cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

“Non solo”, aggiunge lei. “Quando tornate a casa lo fai spogliare, gli metti il collare e ti fai servire da bere da lui così. Magari cominciate con i preliminari e glielo togli solo alla fine”. Qualche volta lo abbiamo fatto, lei ed io, ed è stato bellissimo, anche ai primi tempi, quando lei aveva comprato per me un plug con una folta codina da gatta. Poi lei non ha più voluto giocare così, da quando ho smesso di essere il suo giocattolo sessuale e sono diventata prima la sua fidanzata, poi sua moglie. Era comunque un bel gioco; lei non mi faceva male, e dopo essere stata soddisfatta indossava uno strap-on, mi prendeva da dietro e mi faceva venire più e più volte, fino a che non dicevo basta. E qualche volta continuava anche se io non ce la facevo più, perché sapeva benissimo che io inseguivo sempre l’ultimo orgasmo, quello perfetto, che poi ho raggiunto quando ho scoperto che anche lei mi amava.


La cugina sembra perplessa ed eccitata. Mai quanto me: lei mi ha finalmente infilato un dito dentro, da dietro; io le mando un bacio prima di suggerire che sì, magari una volta tolto il plug, visto che lui è aperto e dilatato, potrebbe approfittarne. A quasi tutti gli uomini piace, in effetti, a cominciare da un pompino col dito nel culo. O sono stata troppo cruda? Probabilmente sì, ma nessuno mi ha sentito, e per festeggiare faccio un cenno al cameriere. Un altro boccale, ce lo dividiamo, la cugina ha bisogno di qualcosa da bere, a me parlare non dispiace ma lei mi sta facendo seccare la bocca.

“In effetti dovresti provarci, magari chiedendoglielo prima”, rincara la dose lei. “È molto semplice, ovviamente hai bisogno di un po’ di crema e di tenere le unghie corte, quando ti inginocchi sei proprio nella posizione perfetta: lo succhi e gli metti un dito dentro, con un po’ di pratica arrivi ad accarezzagli la prostata, in genere a quel punto impazziscono”. Sto per impazzire anche io, lei che mi controlla con la coda dell’occhio se ne è accorta e sfila delicatamente il dito provocandomi più di un fremito. Senza parere lo sfiora con le labbra ed è come se mi baciasse proprio lì dove mi ha appena penetrata. Dobbiamo chiuderla qui. Lei si impossessa del boccale pieno e lo divide equamente, poi fa anche segno di portare il conto, ma c’è qualcosa da aggiungere.

“Eravamo rimaste a lui dilatato. Perché non lo prendi, come se fosse una donna?”, lascia cadere lei. La cugina diventa viola e confessa che ci ha pensato tante volte, con quasi tutti gli uomini che ha portato a letto. Come deve fare? Due dita bastano? Ovviamente no, rispondo io, hai bisogno di un altro giocattolo, e intanto lei picchietta sul telefonino e finalmente ci mostra lo schermo. Un paio di mutandine nere con un fallo sporgente, grande quanto basta e contemporaneamente abbastanza piccolo, niente a che vedere con il grande strap-on ricoperto di pelle che utilizziamo a turno e con parsimonia.

“Domani la accompagni tu al sexy shop, amore?”, conclude lei porgendo il bancomat al cameriere che si è avvicinato col conto nella cartella di cuoio. Certo, purché stasera si prenda cura di me concludendo quello che ha cominciato. Io sono pronta, anzi prontissima.

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