Agnelli

di cristinadellamore

Per Pasqua, ovviamente, abbacchio. Meglio ancora, visto che siamo in Basilicata, lei ha scelto un cosciotto di capretto da fare al forno con le patate. Siamo tanti a tavola, il fratello di lei con la famiglia, noi due e la cugina, che è venuta con noi e che ha contemplato, con ciglio asciutto ma sguardo opaco la semplicissima lapide della madre non appena siamo arrivate, e poi ha rifiutato di tornare al cimitero.

Bene, ci sono le patate da pelare, gli asparagi selvatici da pulire e lessare per il risotto, e meno male che ieri abbiamo preparato la pastiera ed il casatiello e lessate le uova per l’antipasto con il salame.

Comunque qui la cucina è grande, anzi enorme, e possiamo lavorare tutte, a contatto di gomito: lei, la cugina, Maria Carla ed io; mio cognato si occupa di Stellina, e Leo si è accomodato davanti al televisore: ha scoperto delle antichissime cassette – qui c’è anche un venerando VCR – con i cartoni animati di quando lei ed il fratello avevano più o meno la sua stessa età.

Un’occhiata all’orologio e lei inforna il capretto, gli asparagi sono pronti ed abbiamo mezz’ora prima di avviare il risotto.

“Possiamo cambiarci, amore, che ne dici?”, sorride lei. Certo, anche se siamo in famiglia per un pranzo di Pasqua è gradita una minima eleganza. Anche se c’è da spignattare ancora un po’, non mancano i grembiuli per proteggere magari una camicetta di seta ed una gonna corta, che poi è quello che indosserò io.

Ci infiliamo in camera nostra, lei davanti, io disciplinatamente al seguito. Faccio appena in tempo a chiudermi la porta alle spalle e lei è già imperialmente nuda. Io sfilo la vecchia felpa ed i pantaloni della tuta, mi dirigo verso l’armadio ma non ci arrivo. Lei mi abbraccia da dietro, mi bacia sul collo, cerca e trova i miei capezzoli dritti.

“Appoggiati al bordo del letto e rilassati, amore. Faccio in fretta, ma sarà lo stesso bello”. No, non sarà bello, sarà bellissimo.

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