Di maschi ed altri oggetti – Quarta parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

Lei sposta leggermente la mano e mi tocca proprio dove mi piace di più prima di rispondere con un sorriso: “Esagerare deve essere il tuo secondo nome, in queste circostanze. Però non ci hai ancora detto se ti sei divertita anche tu, scopata a parte”. La cugina ci deve pensare un attimo, io sto ancora digerendo l’improvvisa sensazione di piacere, lei ne approfitta per spostare leggermente la mano. Ho capito dove punta, mi contorco un po’ cercando di restare immobile dalla vita in su e maledico la pessima idea di aver messo gli short; nonostante i miei sforzi impediscono a lei di arrivare comodamente al mio culetto rotondo e desideroso di coccole.

La cugina forse si è accorta delle mie manovre, ma è troppo impegnata a trovare una risposta alla domanda di lei. E finalmente dice che insomma, è stato divertente sentirsi chiamare padrona, è stato bello avere il controllo cui gli uomini rinunciano sempre malvolentieri, ma insomma più che altro ha considerato il tutto un unico, lungo ed a tratti un po’ noioso preliminare. E questo lo so anche io che è il classico errore dei principianti. Lei invece certamente non lo è, ha trovato il varco giusto e comincia finalmente a toccarmi proprio dove voleva, e dove voglio io. E visto che non lo è, mi ha guidata con gentilezza ed attenzione durante i miei primi passi nel mondo D/s, e adesso adoro tutto quello che possiamo fare assieme.

“Ovviamente, se non ti piace non devi fare altro che dirgli: non se ne parla. Magari con un po’ di pazienza però potresti trovarlo eccitante. Vediamo, dolore, umiliazione, ti chiama padrona. Potresti cominciare con un plug anale”.

E spiega di cosa sta parlando, la cugina sembra improvvisamente interessata, io mi concentro sulla carezza che mi sta facendo e penso che lo metterei anche qui e subito, quello che ho comprato per esibirlo davanti a lei, o anche quello più grosso che lei indossa per me, e che magari avrei dovuto metterlo prima di uscire e farle una sorpresa. Penso alla faccia di lei se adesso, accarezzandomi lì attorno, avesse sentito la presenza del plug, la sorpresa e la gioia, e mi piace ancora di più.

No, intervengo io per rispondere ad una domanda della cugina, non è la stessa cosa il penetratore che ti abbiamo prestato (e che ci ha restituito la mattina dopo, poi, io ho pensato allora che forse lo aveva trovato troppo grosso, adesso mi sembra più credibile che in realtà fosse troppo piccolo), il bello del plug è che lo metti e rimane lì, è fatto in un certo modo proprio per questo, ti dilata e si mantiene al suo posto. Insomma, aggiungo, il gioco potrebbe essere che il professore si fa trovare pronto ad uscire, vestito come si deve, e sulla porta si tira giù pantaloni e mutande, si piega e tu gli infili il giocattolo, lui si riveste ed andate a cena fuori, e lui lo tiene dentro finché non è finita la serata.

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