Di maschi ed altri oggetti – Seconda parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

È una specie di controinterrogatorio. Io ascolto affascinata, tipo la giuria di un legal thriller, lei che fa le domande e la cugina che prima nicchia, poi risponde a monosillabi, infine confessa e si incrimina da sola.


“Era legato al letto a pancia in giù?”, chiede. No, naturalmente no, era già bello duro, sarebbe stato uno spreco, risponde finalmente la cugina, in qualche modo lo ha attaccato al termosifone, un vecchio enorme arnese di ghisa, piegato in due, il culo esposto, e ad ogni frustata sembrava quasi stesse per venire, una cosa che non aveva mai visto. Il cameriere mi ha portato la seconda birra e nascondo un sorriso complice dietro il boccale; sì, perché io invece ho già provato cose del genere, so benissimo quanto può essere bello. Lei se ne accorge, in qualche modo, e comincia a muovere la mano. Vuole farmi venire qui? Devo capirlo, se è questo il suo desiderio per me è ovviamente un ordine, lo farò, e certamente non mi peserà.
Poi, continua la cugina, dopo avergli fatto il culo bello rosso, lo ha portato al guinzaglio per casa, lui camminava a quattro zampe e cercava di leccarle i piedi. Pausa, sono arrivate le pizze, e vanno mangiate calde; stasera sono perfette, alla napoletana, alte, morbide e ben condite, lei come sempre ha scelto una marinara, la cugina una margherita ricca di mozzarella e con un gran baffo di basilico, io ho ordinato una appetitosa quattro formaggi, la più pesante che ci sia, e domani dovrò correre quindici minuti in più, promesso.
Il tempo di mangiare due fettine e lei riprende da dove ha iniziato. “Ovviamente lui era nudo. E tu?”, chiede. “Spero di no”. Bene, in effetti qualcosa ho spiegato, alla cugina, più che altro lasciando cadere qualche parola o qualche allusione; non per altro, ma perché non volevo che mi chiedesse in prestito qualche altro giocattolo. Ce ne sono alcuni dei quali sono gelosa. Però mi rendo conto che sono stata un po’ imprudente e che soprattutto ho messo, facendo così, la cugina ed il suo professore un po’ a rischio: non esiste che due novellini si misurino da soli con un gioco D/s, potrebbero farsi davvero male.
No, dice la cugina, lui per prima cosa ha comprato una specie di enciclopedia e l’hanno attentamente studiata assieme. Non mi sorprende, per la verità. Qualche sera il nostro scomodo soggiorno sembra la sala di una biblioteca, siamo tutte con la testa china su qualche libro, niente tivvù, niente computer, leggiamo e alla fine andiamo a letto soddisfatte. Dedico uno sguardo a lei, che mi ha insegnato anche questo, amare ed apprezzare la compagnia di un autore magari morto due o trecento anni fa; lei ovviamente se ne accorge e mi fa dono di una nuova carezza, in attesa di finire la pizza e rimettere la mano sulla mia fichetta che le appartiene.
Dunque la biancheria sexy che al professore piace tanto è stata sostituita dal bustino di latex e dalle calze con la riga, il tutto completato da scarpe inverosimili che sì, alla cugina piacciono ma con le quali cammina ancora a fatica, visto che il tacco è tipo quindici centimetri e c’è anche un bel plateau. E qui capisco che hanno fatto da soli, e che magari ha scelto il professore; io del latex non ho mai parlato, non mi piace e mi dà fastidio anche solo toccarlo.

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