Coscienze – Seconda parte

di cristinadellamore

Tocca alla cugina annuire, prima di rispondere che sì, il professore più o meno le ha fatto un discorso del genere, qualche sera fa, ma forse aveva scelto male il momento e non lo ha preso sul serio. Ma davvero? E come mai?

La cugina arrossisce un po’ e spiega senza perifrasi che mentre lui spiegava lei gli stava facendo un pompino; fatico a restare seria anche perché a me il momento sembra perfetto, dipenderà dalla perfetta parità che c’è tra lei e me. Devo far capire qualcosa perché la cugina mi dice che certo, il professore va pazzo per la sua fichetta ben lisci e rasata, ricambia e lo fa benissimo, tanto che se vuole eccitarsi quando è sola, prima di usare il mio regalo (il grosso dildo che le ho regalato) non ha che da pensare a lui con la testa bassa e la lingua in movimento.

Benissimo, è il minimo che possa fare un uomo, direi. Le patate sono cotte, metto il pentolone sotto l’acqua fredda e lascio il posto alla cugina che si è offerta di pelarle, e bisogna farlo mentre sono ancora quasi bollenti, così rimangono morbide e la buccia si stacca più facilmente. Lo fa senza problemi e intanto mi chiede se secondo me è una buona idea accarezzarlo dietro mentre lo succhia: ci ha sempre pensato, ha sempre desiderato farlo, ma ha sempre paura che ad un uomo possa non piacere sentirsi penetrato.

Bella domanda. Per la mia esperienza sì, se hai le unghie corte ed usi un po’ di crema; se sai come fare gli puoi anche accarezzare la prostata, si dice che ai maschietti piaccia tantissimo. Le patate sono pelate, è il momento di schiacciarle e ci penso io con l’apposito attrezzo che richiede tanto olio di gomito. Ed a proposito, mi chiedo cos’altro combini tra le lenzuola quel bravo intellettuale trentenne.

Cominciamo a mischiare tono e patate e sono accontentata: insomma, robusti appetiti, missionario, pecorina, spagnola, lui sotto e la cugina sopra, niente di troppo strano. O meglio, qualcosa di strano c’è.

Sai, mi dice la cugina passandomi la pellicola trasparente per avvolgere il polpettone che ora ha una forma abbastanza evocativa ma è ancora tiepido e floscio, ha bisogno di un’ora di frigo, non mi ha mai chiesto il culo, come se si vergognasse, eppure a tutti gli uomini piace, non ne ha mai trovato uno che non ci abbia provato. Rimango perplessa, ma visto che ci siamo non posso lasciare la domanda senza risposta.

Provo a capire una cosa guardandola in faccia ma non ci arrivo, quindi le chiedo se a lei piace. La cugina approfitta dell’attimo in cui chiudo il frigorifero e quindi non la guardo in faccia per confessarmi che è una pratica che adora, e quindi c’è una sola risposta.

Prendi l’iniziativa, le dico, ad un certo punto vai in bagno con una scusa, passati un po’ di crema tra le natiche, offriglielo e vedi come reagisce. Lei sorride un po’ imbarazzata, mi sono voltata e la vedo di nuovo rossa in faccia, stavolta tanto, e poi mi chiede spiegazioni più dettagliate. Bene, è facile, la crema ce l’ha già, è quella che lei ha dato alla cugina assieme all’elegante penetratore anale (a proposito, quella volta ci ha detto che non l’aveva mai fatto, ma non glielo rinfaccio, non mi sembra il momento), e per quello che riguarda l’offerta, non ha che da piegarsi sul letto, ginocchia e spalle, ed aprirsi le natiche con le due mani.

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