Anfibi – Quarta parte

di cristinadellamore

Ci devo pensare un attimo prima di capire cosa sta dicendo. Cioè, io avevo quasi dimenticato quella mia vecchia idea, il primo tentativo senza budget nei ritagli di tempo e tutto il resto e adesso, per una finta promozione che magari fa curriculum ma non mi porta un centesimo in più di stipendio cosa fa, mi accusa di aver fatto un pompino al direttore generale? Invidia, o cosa?

La mia vecchia me stessa avrebbe reagito con un paio di schiaffoni e magari sarebbe finita con noi due a rotolarci per terra prendendoci per i capelli e graffiandoci a sangue. Una delle tante cose che ho imparato da lei è che ci sono molti modi di spellare un gatto, quindi sorrido in maniera più angelica possibile ed assaggio un altro goccetto di cocktail prima di rispondere che in effetti l’idea di comandare mi è sempre piaciuta, ho sempre aspirato ad un ruolo dirigenziale e questo è certamente un primo passo. Aggiungo che ogni scelta ha un prezzo, e che questo tutte noi donne lo sappiamo bene, anche meglio degli uomini.

Sara mi guarda improvvisamente con gli occhi sgranati. Devo aver fatto centro, in qualche modo, e chissà quale bersaglio ho colpito. Guardo lei che è ancora lì a discutere con Paola, ma sembra più tranquilla visto che le ha messo una mano sulla spalla, un suo tipico gesto di conforto, guardo altrove e trovo la cugina che sembra si stia divertendo, nel bel mezzo di un gruppetto e molto vicina al professore della Wehrmacht; tutto tranquillo da quella parte, insomma. Posso dedicarmi al qui ed ora.

Insomma, Sara quasi mi trascina nell’angolo più tranquillo per chiedermi come faccio a sapere che il direttore commerciale le ha proposto di discutere dei nuovi assetti organizzativi dell’ufficio, che potevano riguardarla positivamente, nel corso di una cenetta a quattr’occhi? Ne ha parlato con Paola dopo aver rifiutato più o meno sdegnosamente, ed hanno concordato che certe volte si sente la mancanza di un sindacato, in posti piccoli come il nostro.

Non lo sapevo, adesso lo so, e scopro anche che ho avuto abbastanza fortuna, visto che ho parlato direttamente col direttore generale, del mio progetto e del team che mi è stato affidato e che sta facendo un ottimo lavoro preparatorio, visto che dalla settimana prossima partirò con le telefonate. Mi limito a sorridere in maniera un po’ amara, come per dire che ci sono passata anche io. Capirà quello che vuole capire, un po’ mi dispiace, non solo di averla fregata così ma anche per quello che ho appena saputo.

Sara continua dicendo che quando ha saputo di me ha semplicemente fatto due più due, anche se Paola non era d’accordo e pensava che le cose fossero andate diversamente per me. Brava, però Paola non era direttamente coinvolta, magari in questa cosa ha mantenuto la mente più fredda. Mi incazzo di nuovo, improvvisamente, quando mi chiede se ne ho parlato con lei. Dà proprio per scontato che mi sia venduta per una miserabile promozione, insomma.

Per farmi passare l’incazzatura non c’è niente di meglio che prenderla un po’ per il culo. Mi guardo di nuovo attorno, lei si è fermata a salutare il nuovo amico della cugina, c’è anche Paola e immagino il giro di strette di mano, abbracci, baci e presentazioni. Ho tutto il tempo che voglio per divertirmi, quindi comincio spiegando a Sara come è andata – nella mia fantasia, ovviamente.

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