Generi

di cristinadellamore

Lei è in bagno, ha fatto la doccia e, credo, si sta asciugando perché non sento più lo scroscio dell’acqua. Io dovrei aspettarla sotto il piumone, da brava mogliettina, e invece no. Ho un gran caldo addosso, e non per il riscaldamento che è al minimo, e nemmeno per la soffice piuma d’oca sotto la quale sono stesa. Stanca, preoccupata e tesa, ho voglia di lei e non ce la faccio ad aspettare.

Il bagno è ad un passo, ed è un passo che faccio in un lampo. Lei è lì, in piedi davanti al lavandino, l’asciugamano è appeso ordinatamente e nulla la nasconde ai miei occhi. Spazzolino in una mano, dentifricio nell’altra. Più volte le sono saltata addosso proprio in questo momento, e allora mi fermo sulla porta e mi limito ad ammirarla.

Lei ovviamente se ne è accorta e mi ignora: ha capito che è quello che desidero in questo momento. Seguo il suo profilo che in qualche modo non è falsato dallo spazzolino che adesso maneggia con accorta intensità. Un filo bianco, dentifricio e saliva, le scorre all’angolo delle labbra sottili fino al mento, e lì si ferma.

Non fermo lì la mia ispezione. Sposto lo sguardo sul seno impennato, dai capezzoli dritti e scuri  dalle ampia areole che so essere duri e contemporaneamente incredibilmente sensibili alle carezze delle mie labbra e delle mie dita, ed al tocco dei miei denti. Da qui non posso vedere la stellina nera, identica alla mia, tatuata proprio sul cuore; so che c’è e mi basta, e penso che vorrei un altro tatuaggio per lei, e so anche cosa farmi tatuare e dove. Vorrei una cuore rosso, attraversato da una spada, proprio sulla natica destra, con un cartiglio ed il suo nome. E dovrà essere una sorpresa, ci sto pensando e probabilmente lo farò.

Invece posso vedere il suo fianco alto e snello, la coscia lunga e muscolosa, il polpaccio con i muscoli un po’ tesi per la posizione che ha assunto, con il ginocchio piegato, ed infine il piedino curato ed elegante, un po’ sollevato a mostrare la pianta.

Lei sciacqua lo spazzolino, lo mette a posto accanto al mio nella vecchia tisaniera della madre e finalmente si volta. Mi dedica il suo sorriso di cui non posso più fare a meno e mi chiede: “Ho passato l’ispezione, amore?”.

Annuisco, ho un groppo in gola ed improvvisamente la vista mi si appanna perché gli occhi si riempiono di lacrime.

“E allora, lascia che mi prenda cura di te”. Mani e labbra sul seno: certo, sono lacrime di gioia, cosa credete?

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