Contraddizioni – Quinta parte

di cristinadellamore

Per prima cosa, decido, devo fare sesso con più regolarità, a cominciare da stasera: stanchezza o no, preoccupazione o no, prima si corre, poi si mangia e poi si scopa. Per le occhiaie della mattina dopo c’è il correttore e per il poco sonno c’è il caffè, ma non posso vivere con questa tensione irrisolta.

Secondo, qualunque sia il contenuto della mail, la risposta non può che essere: va bene! Proprio così, col punto esclamativo. Dimostrare entusiasmo e dedizione al lavoro per cancellare una eventuale cattiva impressione – e immediatamente piombo nell’angoscia. Ho fatto la figura della svampita, chissà cosa sta pensando, questo direttore così freddo ed importante, magari sta parlando con il mio capo diretto e gli sta ordinando di licenziarmi, o almeno gli sta chiedendo come è possibile che ancora lavori per lui, chissà cosa gli ho dato in cambio.

E allora niente da fare, mi precipito nella stanza dei commerciali, afferro la borsetta al volo e scappo in bagno. Faccio in tempo ad incrociare lo sguardo perplesso della mia amica e collega Sara che avrebbe voluto chiedermi qualcosa; non ha importanza, ci sarà tempo per parlarne, adesso mi chiudo la porta alle spalle, due giri di chiave, e frugo nella borsa finché non trovo il mio adorato vibratore a conchiglia. Non c’è tempo per le raffinatezze, lo metto al massimo e lo infilo sotto le mutandine, so per esperienza dove e come piazzarlo per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Appoggiata alla porta sprangata, la gonna arrotolata fino alla vita, i denti nelle labbra, vengo più o meno in trenta secondi: niente di esplosivo, solo qualcosa di terapeutico. Con mani tremanti recupero il vibratore e lo spengo, mi ricompongo in qualche modo e faccio per uscire; ci ripenso, mi infilo di nuovo dentro la salvifica conchiglietta di plastica e così come sono chiamo lei.

Anzi, faccio per chiamarla, perché come prendo il telefonino personale trovo due messaggi ed una chiamata persa negli ultimi cinque minuti. È lei, che col primo mi chiede come è andata e col secondo mi conforta e mi promette una sorpresa per stasera. Nonostante tutto riesco a sorridere mentre rispondo commettendo anche un paio di errori: non l’ho sentita ma era con me, come sempre, ed anche io avrò una sorpresa per lei.

Mi accomodo rigidamente al mio posto, dopo aver attraversato tutto l’ufficio con attenzione: ci mancherebbe pure che il vibratore mi cadesse nel bel mezzo del corridoio. Spiego a Sara che è andato tutto bene, ne parleremo magari a pranzo, e finalmente leggo la mail. Non me lo sarei mai aspettato, è il budget per il progetto Ripresa, e sì che non aveva funzionato più di tanto, ho anche a disposizione un nerd della produzione ed un amministrativo, praticamente divento capo team. Una ragione in più per festeggiare, tornando a casa passerò a comprare due o tre giocattoli nuovi.

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