Contraddizioni – Terza parte

di cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

Lui parla di nuove sfide, di progetti innovativi e di grandi opportunità, ed io penso al sesso, con lei, come è giusto, ma anche con questo quarantenne che tiene in mano la mia carriera e che ne ha certamente parlato col direttore commerciale; perché? La risposta è una sola, semplicissima: ho voglia, non lo faccio da un po’ di tempo, per stanchezza, per fatica, perché è tardi, perché ho sonno (e per fortuna nessuna di noi due ha mai detto di aver mal di testa) e adesso sono pronta a farlo qui, in questo preciso momento. E non è certamente la cosa migliore.

Devo controllarmi, mi ripeto, e mi infilo le unghie nel palmo delle mani, un piccolo dolore che mi riporta al presente. Insomma, sta parlando del budget per quest’anno, niente di drammatico: al massimo lo avrà fissato tanto in alto da essere irraggiungibile, quindi niente premio e rischio licenziamento da qui a dodici mesi. Annuisco un po’ a caso e mi sento di nuovo a scuola; se mi chiedesse all’improvviso di ripetere quello che ha detto avrei un bel problema.

Comunque sì, ha alzato il budget, spero non soltanto a me, e da me si aspetta grandi cose, dice. A questo punto riesco ad infilare una risposta almeno coerente, dico che sono sempre stata all’altezza e darò comunque il massimo. Pessima scelta dei termini, mi frulla in testa la frase di Yoda (“Provare no! Fare, o non fare! Non c’è provare!”) ed in effetti il mio interlocutore dice più o meno la stessa cosa, certamente in termini più articolati.

Non mi correggo, sarebbe un sintomo di debolezza, ribadisco che i miei numeri parlano per me, e intanto continuo a chiedermi che razza di sesso debba fare un tipo così, e quando, visto che lo trovo già in ufficio al mattino, e sì che io sono una delle prime ad arrivare, e lo lascio qui quando vado via. Dovrà anche dormire, magari, e trovare il tempo per la palestra e tutto il resto. Forse ha una devota fidanzata che gli dà il bacio della buonanotte e del buongiorno senza chiedere niente in cambio e si arrangia da sola. Lei mi ha anche raccontato di orgasmi puramente intellettuali ma ugualmente soddisfacenti, anzi molto soddisfacenti, raggiunti a bocca piena, in ginocchio davanti ad un uomo, ma a me non è mai capitato. Mi basta pensarci e mi viene voglia di farlo a lei, per qualche giorno, e vedere l’effetto che fa: mi conosco, io mi prenderei tutto il piacere possibile solo sentendo il suo odore, quindi non vale.

Adesso sta parlando, anche lui, dei progetti speciali; ha senso, visto che la forza vendita è raddoppiata, e contemporaneamente non ne ha, visto che dobbiamo raggiungere obbiettivi che sono sempre definiti sfidanti. Devo dire che questa cosa continua a non piacermi. Si tratta di farsi venire delle idee, e va bene, ma ci sono solo otto ore lavorative in un giorno, come è possibile fare una cosa e l’altra? Però qualche idea ce l’avrei, tipo puntare di più sulla personalizzazione dei prodotti. Significherebbe coinvolgere nel rapporto con i clienti i nerd sociopatici della produzione, e nonostante tutto potrebbe essere interessante.

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