Preoccupazione

di cristinadellamore

Insomma, ho commesso l’errore di dare un’occhiata al mio modesto portafoglio titoli ed ho visto un po’ di rosso. Niente di grave, sono davvero pochi soldi, ma mi chiedo cosa stia succedendo. D’accordo, c’è stata la Brexit, ma ormai dovrebbe essere superata, o no?

“In realtà la Brexit non c’è stata, e ci vorrà un bel po’ di tempo”, mi ha spiegato lei, “visto che ci vorrà una legge della Camera dei Comuni. Il nuovo problema è Trump”. Ed io cosa c’entro con quel tizio buffo che è diventato il quarantacinquesimo POTUS? Anzi, è una buona notizia, quando un americano mi dirà ammiccando: Italy? Berlusconi!, io potrò rispondergli: USA? Trump!

“C’è anche qualcosa di più pericoloso in Trump, in realtà”, dice lei, e non sorride. Giusto, Trump è un Berlusconi con in più le testate nucleari. Davvero lei sta per dirmi che prevede la Terza Guerra Mondiale entro i prossimi quattro anni? Se è così, vendo tutto e me lo spendo entro i prossimi quattro giorni.

“È la politica economica che pare abbia in mente Trump a creare problemi, in questo momento”. In che senso? Ho appena letto che l’indice di Borsa a New York ha raggiunto un livello mai toccato prima, e questo dovrebbe essere un buon segno, almeno per gli americani.

“Trump vuole tagliare le tasse a società e privati cittadini, costringere in qualche modo le grandi corporation a riportare la produzione in patria, investire mille miliardi di dollari in infrastrutture. E queste sono cose che piacciono moltissimo alle gradi società”. Bene, chiunque poteva capire che un imprenditore miliardario avrebbe scelto una politica che favorisce gli imprenditori miliardari, non c’è niente di strano. Tra l’altro, se una economia va bene, da quel poco che capisco, può attirare altri investimenti da tutto il mondo. Magari questo può non piacere all’Europa, allora?

“Non è detto che ad un certo punto piaccia così tanto anche agli americani. Se la loro moneta si rivaluta, perché gli investimenti in dollari rendono di più e tutti vogliono dollari, può diventare un problema per le loro multinazionali che fanno affari in Europa, visto che i loro incassi valgono meno. Un dollaro forte significa anche che quello che gli americani producono costa di più per noi europei e magari conviene loro, invece, comprare merci all’estero; è capitato prima che noi nascessimo, nella prima metà degli anni ‘80”. E allora le cose andrebbero meglio anche per noi. Accidenti, quanto è complicato.

“Ancora di più di quello che riesci ad immaginare. Il succo della questione è che tutto questo può scatenare una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, visto che la Cina è la maggiore esportatrice, e potrebbe esportare, in queste nuove condizioni, ancora di più, e questo Trump non lo vuole assolutamente”. Cosa potrebbe comportare, una cosa del genere?

“Una guerra commerciale significa dazi e boicottaggi tra le due più grandi economie del mondo, ed è l’ultima cosa che un buon politico dovrebbe volere, visto che potrebbe innescare una nuova crisi globale”. Non solo, si tratta anche di due potenze nucleari. Il mondo rischia di diventare un posto ancora più pericoloso, di qui a qualche anno, ma lei ed io non possiamo farci niente.

Mi stiracchio sulla poltrona e lei finalmente sorride e mi bacia stringendomi dolcemente i capezzoli. Ha voglia, e anche io.

 

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