Parole

di cristinadellamore

“Sei bella”.

E’ un po’ che lei non me lo dice. Lo diceva spesso, spessissimo, ai primi tempi, quando io ero solo il suo giocattolo sessuale, il piacere che le davo in cambio di protezione, tetto e cibo, praticamente mi ero venduta; aveva un senso, a ripensarci adesso. Perché io portavo ancora la vergogna ed i segni dell’aggressione, le cicatrici degli interventi chirurgici in bella vista, i postumi di tutto quello che avevo passato e volevo essere rassicurata. Facevo tutto quello che voleva ed ero bella, per lei, e mi bastava.

Adesso dice “ti amo”, e mi piace ancora di più. Ma in questo istante un “sei bella” ci sta bene, legata come sono a spreadeagle sul nostro letto di ottone, la gag-ball a tapparmi la bocca, chiazze di cera rossa e blu sulle tette e sulla pancia, ed anche più in basso. Mi sento bella, col seno impennato dai capezzoli eretti, il pancino muscoloso e leggermente bombato che sfuma verso l’inguine liscio e le labbra spalancate della mia fichetta profumata; bella e pronta per lei.

Ed è bella, anzi bellissima, lei, a cavalcioni su di me, mi guarda negli occhi ed io non abbasso i miei, so che le piace e piace anche a me sfidarla. Lei ha messo una mascherina nuova, quasi da carnevale veneziano, bianco ed oro ed il bustino nero che ben conosco e che sottolinea la sua vita sottile ed il suo seno alto, adesso ad un palmo dalla mia bocca ma che non posso baciare.

“Ti farò abbassare gli occhi”. Lo so, Padrona, so che puoi, hai tanti modi per farmi obbedire quando sono così, ancora più tua del solito, e non vedo l’ora di scoprire quale sceglierai. Mi limito ad annuire, è tutto quello che posso fare: porto anche il collare, il guinzaglio avvolto alla testata del letto.

Lei si raddrizza e si sposta: adesso ho davanti agli occhi la sua fica depilata, nelle narici il suo profumo: piacere e sudore che si mischiano e mi eccitano ancora di più. Non vedo altro, sarà una sorpresa.

“Tutta per te, divertiti”. Mi infila qualcosa dentro, fino in fondo. Non è un dildo, non è un plug. E’ la candela, sento un gradevole calore che poi diventa forte, poi insopportabile.  Ancora accesa, allora, non l’aveva mai fatto, ed il fuoco non brucia più, o forse sì, ma in maniera diversa.

“Vorresti vederti? E sia”, e lei si sposta, ed io con un certo sforzo vedo una fiammella molto in alto tra le mie cosce spalancate; sembra uscire dal mio corpo ed è troppo. Sbarro gli occhi, la gag-ball soffoca a malapena il mio grido e vengo.

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