Esplosioni – Quinta parte

di cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

Questa faccenda di aspettare l’anno nuovo è un po’ particolare. Ricordo una volta, un ragazzo che mi piaceva mi incastrò nel bagno della casa piena di amici, mi fece inginocchiare e mi venne in faccia allo scoccare della mezzanotte, rovinandomi definitivamente il trucco e senza pensare minimamente a ricambiare. Ed io stupida e fierissima di me, naturalmente, unica scusa avevo quattordici anni. Ma non ci voglio ripensare, la mia ricerca della felicità si è conclusa.

Di nuovo buio in sala e poi luci, di nuovo la coppia sul palcoscenico. Meno male, tutti si distraggono, anche due tipi robusti strizzati in abiti neri di una misura troppo piccoli che avevano cominciato a girarci attorno tipo gli squali quando sentono l’odore del sangue. E insomma, io mangio un altro po’ di arrabbiata perché quel cocktail era veramente forte e mi sento la testa decisamente leggera, e quei due fanno uno spogliarello. Vorrebbe essere ironico, e lo è, ma è anche erotico e curiosamente eccitante. Almeno per me.

“Non sei la sola ad eccitarti, amore, guardati intorno”. Tutti, qui, hanno gli occhi fissi sul palcoscenico, e d’accordo, gli attori hanno indubbiamente un bel corpo, si muovono a tempo, fanno lo strip a specchio, togliendosi lo stesso indumento contemporaneamente, e la tensione è salita di parecchi gradi, qui dentro. Mi accorgo che è un esercizio quasi zen: devono lasciar passare il tempo fino alla mezzanotte, mi aspetto la caduta dell’ultimo velo al momento dello schiocco dei tappi di champagne e ripenso allo scorso capodanno, che lei mi ha fatto festeggiare in maniera un po’ particolare.

“Quest’anno aspetteremo un po’ di più, che ne dici, amore?”, mi chiede lei. Tutto quello che vuole, ovviamente, purché riusciamo a mettere le mani su una bottiglia prima di sparire in una delle stanze qui accanto, e non solo per brindare.

Ci siamo quasi: i due spogliarellisti sono rimasti solo con i boxer lui e le mutandine lei, e nelle mani dei camerieri sono comparse le bottiglie, mentre sui tavoli del buffet sono schierati i calici per il brindisi. Lei mi stringe forte, un braccio intorno alla vita, io le accarezzo a mia volta il sedere e ci siamo, dagli altoparlanti parte il segnale orario, i tappi volano nell’aria e volano via anche mutandine e boxer. Lei mi bacia ed io faccio in tempo ad accorgermi che l’uomo, sul palco, ha una sontuosa erezione. Auguri.

Lei mi trascina gentilmente, sulla porta del salone quasi andiamo a sbattere contro la cugina che entra, un po’ malferma sulle gambe, trucco in disfacimento e capelli un po’ in disordine, abbracciata al bruno. A ruota, li segue la gemella, mano nella mano ad un uomo più grande, dell’età di lei, ad occhio, e dall’aria decisamente soddisfatta. Ci sono due stanze libere, meno male. Ci infiliamo nella prima, un letto un po’ in disordine, specchio sul soffitto, profumo dolciastro nell’aria. Se non fosse per lei, non mi piacerebbe affatto.

“Lo so, amore, fa tanto bordello con pretese. Auguri”. Mi porge la bottiglia, bevo un sorso, è freddo, secco e meraviglioso. Beve anche lei, poi apre la finestra, incurante del gelo, rovescia la bottiglia nel vuoto mentre attorno scoppiano i fuochi di artificio.

“Abbiamo bevuto abbastanza, amore. A quattro zampe, da brava”. Auguri anche a voi, buon 2017.

Annunci