Esplosioni – Terza parte

di cristinadellamore

“Non berlo tutto d’un fiato, amore, ti voglio ben lucida, stasera”, mi dice lei quasi all’orecchio. Difficile, è lei che mi dà alla testa, e sentirla così vicina mi fa subito effetto. So che la serata sarà lunga, quindi cerco di controllarmi e di scacciare dalla mente immagini di noi due assieme. Non so per quanto ci riuscirò.

Intanto arrivano altri ospiti. Anche questa è una delle cose che sto imparando da lei, non ci si presenta ad una festa per prime, ma neanche per ultime. Tra l’altro i nuovi arrivati sono persone che non conosco, più vicine di età a me ed alla cugina che a lei, un gruppetto misto di belle ragazze e ragazzi interessanti. Attirano l’attenzione presentandosi da soli, con strette di mano di quelle che piacciono a ma, salde e fresche. Mi accorgo che lei sta guardando la cugina che sembra essere attratta da una coppia. Per la verità è abbastanza impressionante, in rosso e nero, molto simili, dai capelli corvini agli occhi scuri.

Lasciamo la cugina in mezzo al gruppo dei nuovi arrivati, troviamo un angolo riparato e per prima cosa ci baciamo come si deve. Ci voleva proprio, nonostante tutto in queste occasioni mondane sono sempre preoccupata di fare brutta figura e, peggio che mai, di farla fare a lei.

“Adesso puoi svuotare il bicchiere, amore, poi andiamo a prenderne un altro. Ne ho bisogno, e anche tu”. A parte l’urgenza del bacio, la lingua di lei che a frugato al lungo nella bocca prima di cercare la mia, lei mi sembra adesso, a sua volta, un po’ tesa.

Poco male, io sono bravissima a farle passare la tensione; mi bastano quei pochi passi fino al buffet, li facciamo fianco a fianco schivando i capannelli e intanto strofino appena l’anca contro quella di lei, per un attimo le faccio sentire pressione del seno ed ecco, vedo distintamente oltre il sorriso di circostanza, lei sente che io sono lì accanto ed immediatamente diventa più serena, prende due bicchieri uguali e me ne porge uno.

Non è una flute ma un calice molto svasato pieno fino all’orlo di un liquido trasparente in cui galleggia un’oliva. Il vetro mi gela le dita, il profumo già mi ubriaca. Lei mi incoraggia con un sorriso ed uno sguardo prima di svuotare il suo bicchiere in un solo sorso, ed io la imito. Forte, aromatico e gelato, mi è piaciuto tantissimo.

“Martini molto secco, quasi gin puro”, mi dice lei, “mi fa piacere che apprezzi, ma non bisogna esagerare”. E poi mi bacia di nuovo, e abbiamo lo stesso sapore.

“Vieni, prima che la serata decolli ti devo una spiegazione”, e mi porta in un angolo riparato, mi tiene per mano e mi sorride mentre spiega: “Sono un po’ preoccupata per mia cugina, mi era sembrata un’ottima idea e adesso non ne sono più sicura”.

Si guarda attorno ed io la imito. La cugina è al centro di un capannello in nero e rosso, sembra divertirsi e, soprattutto, sembra interessata ai gemelli. So cosa significano quei sorrisi che vedo da qui, quei movimenti del corpo, quella mano che regge un calice come quello che abbiamo svuotato che si muove in un certo modo. Solo, non capisco quale dei due la interessi di più.

Volevo farle passare un bel capodanno”, dice ancora lei, “ed ho sottovalutato quei due. Ne avevo sentito parlare, non immaginavo che fossero così attraenti”. Insomma, a me piacciono i biondi ma deve dipendere da qualcosa d’altro se non mi hanno colpita più di tanto. E poi, quale sarebbe il problema? Se vuole divertirsi, perché no?

“Come tutte noi, specialmente se si trova in un momento difficile, può provare attrazione per le persone sbagliate. Nel senso che rischia di non accontentarsi di quello che offrono, ovvero un po’ di gradevole sesso, ma di trovarsi a cercare qualcosa di più che da certa gente non può avere”. Troppo complicato per me. Dipenderà dal fatto che prima di incontrare lei non mi ero mai realmente innamorata?

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