ἐπιφάνεια/apparizione

di cristinadellamore

Freddo, freddo, freddo. Aggiungo al piumino una lunga sciarpa a scacchi ed un berretto di lana, su i guanti di lana e via, ci sono le ultime spese da fare, mentre lei prepara il minestrone per stasera e distrae la cugina che insomma, si è presa un pomeriggio di riposo dallo studio e se lo merita, abbiamo fatto anche un giro dei negozi ed abbiamo cominciato a spendere (ahimé, già cominciati i saldi), e non solo.

Perché ne abbiamo approfittato per capire cosa poteva piacere alla cugina per farle un regalo, e alla fine abbiamo deciso per un maglione sportivo, rosso vinaccia, che lei, nel negozio, ha provato e riprovato, guardato e riguardato, e poi lasciato da parte con un certo rimpianto in favore di un paio di jeans che costava la metà. lo prendo e me lo faccio impacchettare, la commessa mi riconosce, e sì che c’era un bel caos, oggi pomeriggio, mi dice che in effetti alla signorina stava benissimo e mi chiede se mi interessa qualcos’altro.

Certo, devo comprare il regalo anche per lei, ma non qui, quindi ringrazio e dico di no, grazie, non mi serve altro. Esco, attraverso la strada e punto sul negozio irrimediabilmente più caro, per fortuna semivuoto, scelgo, pago e scappo via. Non voglio metterci troppo, lei capirebbe benissimo come ho impiegato il tempo in più.

Arrivo a casa quasi di corsa, quasi di corsa faccio le scale (l’ascensore è occupato, faccio più in fretta a piedi), giusto in tempo per vedere lei che entra e chiude la porta. Mi fermo e mi scappa da ridere: lei ed io non aspetteremo domani mattina per aprire le calze. Anche perché la vestaglia di seta grigia che ho scelto per lei ha una bellissima cintura, e so bene che uso farne.

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