Esplosioni – Seconda parte

di cristinadellamore

Il viaggio è relativamente breve, non c’è neanche molto traffico. Lei parcheggia al riparo di un albero, in una stradina che si arrampica sinuosa tra palazzine dall’aspetto simpaticamente antico. So più o meno dove siamo, è il quartiere operaio costruito durante il ventennio ed ora di gran moda; moda che fatico a capire, ma ovviamente non ha importanza. La cugina si guarda attorno e dice che qui ci veniva da ragazzina, ed era un viaggio per lei, a trovare una amica, e che poi ha smesso, non ci dice perché, e adesso non capisce più dove si trova e comunque è molto bello. Lei annuisce, alla luce di un lampione i suoi occhi castani brillano, come lampeggiano i suoi denti bianchissimi e perfetti, scoperti da un altro sorriso che decido essere dedicato a me sola. Ci fa segno di muoverci, e lo facciamo seguendo la nostra nuova abitudine: lei in mezzo, la cugina ed io ai suoi fianchi.

In pochi minuti siamo a destinazione. Purtroppo non è una aggraziata villetta ma un normalissimo palazzotto di appartamenti, in parte nobilitato dal porticato che ne inquadra l’ingresso. Lei non chiama l’ascensore ed affrontiamo la scala, gradini alti ed un po’ consumati da chissà quanti passi, saliamo un solo piano, la porta dell’appartamento è aperta, sulla soglia un tipo sconosciuto, più vicino alla mia età che a quella di lei in maglietta e pantaloni combat, tutto nero. Non era una serata total red?

Lei abbraccia il tipo, ce lo presenta ed io ne dimentico il nome un istante dopo. Ricordo comunque di ringraziarlo quando mi aiuta a liberarmi della pelliccia; più leggere, lo seguiamo lungo un corridoio stretto e dal soffitto altissimo. Lei è passata al comando del nostro gruppetto, io chiudo la fila e non posso fare a meno di notare che la cugina sembra già godersi ogni istante della serata, questi pochi passi per lei diventano un defilé e vista da dietro, mentre i nostri tacchi picchiettano aggressivamente sul pavimento è uno spettacolo per come cammina, morbida e sensuale. Si è già messa in caccia? Meglio per lei, se punta una preda non se la lascerà sfuggire.

Sbuchiamo in un grande salone, probabilmente ottenuto buttando giù qualche parete, e capisco che la serata sarà interessante. Per prima cosa, il total red vale per le donne, gli uomini sono tutti in nero, c’è qualche smoking, ma per la maggior parte hanno optato per maglione o felpa e pantaloni comodi.

Ci guardiamo attorno: vedo tante facce note, le amiche di lei, un paio di colleghi sempre di lei, ai tempi del precedente lavoro, una coppia che ricordo di aver incontrato in una occasione simile, non saprei se carnevale, halloween o capodanno, ma soprattutto quello che noto è che si tratta al massimo di trentenni. Promette bene. Il salone non è affollatissimo, musica in sottofondo, brusio di conversazioni a voce educatamente basso, un lungo buffet sotto le finestre presidiato da un paio di camerieri annoiati ed efficienti, e in un angolo una specie di palcoscenico. Ora sono proprio incuriosita.

Il tipo sulla porta ci ha abbandonate, deve essere tornato alla sua postazione, ed è lei a guidarci; come me, la cugina conosce le amiche di lei, le presentiamo la coppia e la portiamo al buffet, dove ci offrono un prosecco ben freddo e dal gusto davvero particolare.

Annunci