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di cristinadellamore

Stamattina il cielo prometteva pioggia ed ha mantenuto la promessa. Poco male, ho la moto dal meccanico per il secondo tagliando da quando la uso – e questo vi dice che ci cammino parecchio – e sono andata un ufficio con i mezzi pubblici, quindi sveglia mezz’ora prima e tanti saluti. Posso scegliere tra il viaggio in metro con il cambio di linea alla stazione o l’autobus che più o meno mi porta a destinazione senza cambi, solo una bella passeggiata di almeno un quarto d’ora una volta arrivata al capolinea, e la sorte ha scelto per me, l’autobus mi è comparso davanti quasi di sorpresa non appena sono uscita di casa, una corsetta e via, preso al volo nel buio tiepido ed umido. E’ presto, mi sono anche seduta.

Mi aspetta un percorso che con lo scooter copro in venti minuti e sono davvero curiosa di vedere l’autobus quanto ci metterà. Frugo nella borsa che tengo in grembo, prendo il telefono e lo rimetto dentro: non ho voglia di controllare le notizie e neanche di scrivere la bozza di un post. Mi metto invece a pensare.

A lei, ovviamente, alla nostra vita ed a come è cambiata da quando abbiamo un’ospite in casa. E no, in realtà non è cambiata più di tanto, mi dico, e questo è il bello.

Voglio dire, non possiamo più fare sesso dove e quando ci va, lei non può più servirmi la cena nuda e poi inginocchiarsi sotto il tavolo mentre mangio per darmi un piacere che adoro, ed io non posso più farmi trovare da lei, quando torna a casa, solo con il collare, ed il guinzaglio tra i denti come una affettuosa cagnolina; ma questo non mi importa più tanto, e credo non importi neanche a lei. Il sesso tra noi è sempre bellissimo, e ieri sera ne ho avuto l’ennesima prova, abbracciate nel lettone.

Non importa perché una terza persona in casa, che a volte mi sembra la figlia che non siamo riuscite ad avere, ci ha addiruttura aiutate a rendere ancora più forte a nostra unione e più saldo il nostro amore. Lei continua a leggermi nella mente, risponde alle mie domande prima ancora che le ponga, per dire, e con mia sorpresa io sto cominciando a fare lo stesso con lei.

Quando capita, lei sorride e le brillano gli occhi, ed io ogni volta mi chiedo per quale motivo. Me ne vengono in mente molti: soddisfazione per come mi ha addestrata (sì, uso questo verbo consapevolmente, sono stata a lungo la sua cagnolina, e non solo nei nostri giochi d’amore), oppure felicità nel vedermi attenta e pronta ai suoi desideri (che poi è solo un’altra faccia di quell’addestramento), e solo alla fine penso che sia semplicemente per amore. E sì, ci metto un po’ e mi convinco, ogni volta, che è questa la risposta giusta.

L’autobus sobbalza un po’, riprendo il telefono e la chiamo. Niente di importante, il viaggio continua, qui ed oltre, voglio solo dirle che la amo.

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