Pomeriggi

di cristinadellamore

Ho sentito freddo da stamattina, sarà per l’umidità, sarà forse per un raffreddore che sto covando, ma insomma, non importa la ragione, quando torno a casa ho soltanto voglia di un bagno caldo con lei che mi aiuta ad insaponarmi. Purtroppo lei non c’è, è rimasta bloccata da una riunione che si è prolungata come e più di quello che si aspettava (“Amore”, mi aveva detto, “oggi si fa sul serio, un patrimonio di qualche miliardo da mettere al riparo dalla prossima moglie trofeo”) e la vasca è nel bagno che abbiamo lasciato alla cugina. Quindi niente da fare, mi accontenterò di infilarmi per qualche minuto sotto la doccia bollente pensando a lei ed alle sue carezze, e mi riprometto di pretendere un congruo risarcimento non appena possibile.

Apro la porta e sono accolta da un piacevole tepore e da un gradevole profumo di verdure stufate, e subito dopo dalla cugina in maglietta e pantaloni della tuta. La capisco, in cucina ci si riscalda, e questa è proprio una serata da minestrone.

La cugina mi alleggerisce dei miei pesi: ha gli occhi le brillano, un mezzo sorriso e voglia di chiacchierare, mi segue fino in camera da letto. E sia, siamo tra ragazze, mi spoglio e la incoraggio. Insomma, a parte la naturale tensione dell’esame, che ha passato ieri con il promesso trenta e lode, c’è anche la novità di questo ragazzo che ha dato l’esame con lei e che ci ha provato, o forse no, ma insomma si sono scambiati i numeri di telefono e forse nel week end si vedono.

Mi sembra un’ottima idea, rispondo, e intanto la camicetta è finita nel cestone che svuoteremo in lavatrice, il tailleur appeso come si deve, non c’è bisogno di stirarlo e domani c’è il venerdì informale in ufficio, le calze nel cestino del bucato delicato, e accidenti mi sa che tocca a me domani sera. La cugina mi descrive il ragazzo con tono quasi da innamorata, la ascolto pensando che è un tipo che piacerebbe anche a me, biondo, con gli occhi chiari, non troppo alto, mi distraggo e tolgo il reggiseno.

La cugina si interrompe un attimo per porgere la mano e dirmi di dare pure a lei, mette lei in ordine, anche le mutandine, così posso fare una bella doccia calda, si vede che ne ho bisogno. Ci penso su per un momento e poi penso che non c’è niente di cui vergognarsi e allora dico va bene, grazie, via le culotte e corro in bagno.

Cinque minuti sotto l’acqua bollente, tanto da arrossarmi la pelle, mi tolgono il freddo da dosso e riempiono il bagno di vapore: bene, continuerò a stare al calduccio mentre mi asciugo. Apro il box doccia e mi trovo davanti la cugina con l’accappatoio in mano, quello rosa che era della madre di lei.

Devo aver spalancato gli occhi e la bocca per la sorpresa; la cugina sorride nella nebbia e mi dice dai, ti aiuto. E sia, meglio non pensarci su troppo, e mi trovo con due mani sconosciute che mi massaggiano attraverso l’accappatoio. Non sono i gesti consueti di lei, è tutto diverso, e mi sento improvvisamente strana. E’ forse un tradimento, quello che sto commettendo qui ed ora?

E poi la cugina mi dici che non ci aveva mai pensato ma è molto bello vedermi tutta liscia e pulita tra le gambe, magari dovrebbe farlo anche lei, posso aiutarla magari domani, se davvero combina di uscire con quel ragazzo? Ma certo, rispondo tirando un respiro di sollievo, e contemporaneamente sento scattare la serratura, sento la voce di lei che si annuncia (“Eccomi, mi sono sbrigata, hai visto amore?”), e tutto ritorna nella norma quando le vado incontro e la abbraccio, ancora un po’ umida come sono. Che la serata abbia inizio.

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