Telefonate

di cristinadellamore

Faccio in tempo a sentire l’ultima parte della conversazione, restando sulla soglia.

“La cosa non la riguarda, è maggiorenne, può fare quello che vuole. E non vuole incontrarla, punto e basta”. Lei non ha alzato la voce, non lo fai mai, anzi la ha abbassata fin quasi ad un sussurro, e per me è stato più raggelante di un urlo di rabbia. Non vorrei essere nei panni del suo interlocutore.

Finita la telefonata. Mi sorride, mi bacia e mi abbraccia, ma la sento ancora tesa. Trema, quasi, ed ha le labbra gelide.

“Era il padre di mia cugina. Ha improvvisamente deciso che la figlia ha bisogno di lui, figurati”. E come mai? Era tranquillamente sparito, rispondo, e intanto lei mi aiuta a liberarmi di borsa, borsetta e giaccone: è la routine di ogni mio ritorno a casa quando lei ha fatto prima di me. Io lascio fare, lo adoro e so che piace tantissimo anche a lei: la aiuterà a tranquillizzarsi.

“A pensar male ci si azzecca, in genere. Ho il dubbio che abbia saputo del closing in programma questa settimana per l’affitto dell’appartamento”, mi dice lei sbottonandomi la camicetta. Vedo la sorpresa nei suoi occhi, prima di uscire dall’ufficio ho cambiato il reggiseno ed ho messo quello di pizzo che le piace tanto. La reazione è quella che mi aspetto, una carezza che mi fa tremare.

“Non ho mai capito bene come sbarchi il lunario, quel tizio. Mia zia è sempre stata molto vaga, anche quando ancora vivevano assieme”. Potrebbe appena chinarsi ma preferisce come sempre inginocchiarsi per sfilarmi la gonna dopo aver aperto il gancetto e calato lentamente la chiusura lampo sul fianco. Mi sembra assurdo, la cugina di quei soldi può fare quello che vuole, i genitori hanno divorziato da anni e lei è maggiorenne. Lei sembra non ascoltarmi, e so perché: ho sostituito oltre al reggiseno anche le culotte con un ridottissimo perizoma, uno dei suoi. Sono stata un po’ scomoda per tutto il viaggio di ritorno, ma ne vale la pena.

“Sto pensando di non dirlo neanche a mia cugina, di questa telefonata”. Lei parla con le labbra sulla mia carne, lì dove è più delicata e sensibile e non riesco a risponderle. La prendo per i capelli e le schiaccio il viso contro di me.

“Abbiamo poco tempo ma vedrai che resterai soddisfatta, amore”, promette lei. E si dedica totalmente a me.

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