Trattative – Terza Parte

di cristinadellamore

(Qui la puntata precedente)

“Quel gioco lo faremo, sai”.

Lei me lo ha promesso con un sussurro, prima di addormentarci abbracciate, ma stamattina mi lascia a fare la casalinga disperata, in un sabato incredibilmente luminoso, ed esce con la cugina per andare all’appuntamento con i potenziali inquilini. Ingoio un po’ di gelosia pensando alla cugina che la stringe sulla sella della nostra Ural e ripenso alla dolcezza della notte, al sapore dei suoi baci ed all’intensità delle sue carezze: lei mi ha fatto l’amore con gentilezza, è stato un minuetto mentre altre volte è un rock ‘n roll, ed è stato bellissimo, come sempre.

Sempre pensando a lei la mattinata vola, e intanto cambio le lenzuola, spolvero e passo addirittura la cera sul venerabile marmo del salone. Alla fine sono sudata e stanca morta, davvero una bella ginnastica, e finalmente lei e cugina rientrano mentre sono ginocchioni in cucina, e gratto il pavimento con un vecchio coltello destinato unicamente a tale scopo. Peccato, so che lei non avrebbe rinunciato all’occasione e mi sarebbe saltata addosso, anche perché porto solo un’ampia felpa che, per la posizione, è risalita molto in alto.

Mi rialzo con un’agilità che non pensavo di avere dopo una mattina faticosa; mi sbaglio o c’è un rimpianto negli occhi di lei mentre l’orlo della felpa ricade e nasconde quello che è riservato alla sua vista e non solo?

Lei mi abbraccia, mi bacia e mi dice che mi ama, e va improvvisamente tutto bene. Mi fa accomodare in poltrona e prima di cominciare a raccontare si inginocchia e mi bacia in fretta proprio lì dove desidero sempre sentire le sue labbra e la sua lingua. Un lampo, la cugina è andata a cambiarsi, appena un istante per coccolarmi e resto eccitata e vogliosa, certamente non soddisfatta.

Ci ricomponiamo in tempo, la cugina si presenta con magliettona lunga e basta; lei resta con il maglioncino sottile ed aderente, i jeans e gli stivaletti alla caviglia che avevo comprato io e che le stanno così bene, si appoggia elegantemente al bracciolo della poltrona e racconta.

“Non ci crederesti mai, amore, è una signora che ha quasi novant’anni, è entusiasta, ha già un appartamento in affitto nel palazzo di fronte”. Io approfitto della posizione per accarezzarla, e poi trovo pace dopo aver passato un braccio attorno ai suoi fianchi snelli. Avrei voluto esserci per stare con lei, ma in realtà non sono interessatissima, riesco a pensare solo a toglierle il maglione e baciarle i capezzoli che intravvedo attraverso il maglione.

“E sì, la casa andrebbe smontata da cima a fondo, se è disposta a pagare l’affitto che chiediamo deve farla rendere e ricavarne più posti letto possibile, ovviamente”. Ma si sono messe d’accordo? Guardo lei da sotto in su, poi dedico un briciolo di attenzione anche alla cugina che è un po’ pallida e tirata, e mi risponde con la voce che le si spezza in un mezzo singhiozzo. Ovviamente no, dice, o meglio non ancora. Bisognerà svuotarla, quella casa, e non ha ancora fatto neanche un passo per sistemare la pratica di successione.

“Della successione ci stiamo occupando”, aggiunge lei, “manca una vecchia compravendita dell’eredità di nonnina, ho chiesto copia dell’atto al notaio, lunedì chiamo per sollecitare. Per svuotare casa, ci vorrà un furgoncino, o forse nemmeno”. Lei si muove un po’ e sento il calore del suo corpo; non è indifferente al contatto con la mia mano, e comincio a muovere le dita come so fare e come le piace tantissimo.

Sì, dice la cugina che si ricompone, ci hanno chiesto anche di lasciare i mobili, almeno quelli delle stanze da letto, bisognerà solo svuotarli ma non so cosa fare. Però sì, io sarei d’accordo, mi sembra gente capace di far rendere l’attività, io non potrei certamente farlo.

“Bisognerà prendere informazioni commerciali su questa gente, e predisporre una bozza di contratto. Poi parleremo con il loro avvocato, insomma, questa cosa si può sistemare anche in fretta. E adesso”, e si rivolge alla cugina, “pensa tu a preparare, oggi insalatona mista vista che stasera si esce”.

Perfetto, la riunione e conclusa, io aiuterò lei a cambiarsi, e non solo.

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