Obbiettivi – Prima parte

di cristinadellamore

Insomma, il mio piccolo progetto speciale è stato approvato, ma senza uno straccio di budget.

Il che significa che tutta la preparazione è a mio carico, nei ritagli di tempo in ufficio e anche la sera, a casa, rubando minuti ed ore a lei. Significa anche che ho dovuto recuperare tutti i contratti che ho chiuso, estrarre quelli scaduti e poi verificare che non siano stati rinnovati; per fortuna il decano degli amministrativi ha un debole per me, e dopo qualche moina mi ha passato un file di archivio. Tutto questo perché è un progetto pilota, così lo ha chiamato il direttore commerciale quando, tra una sbirciata alla tette e l’altra, mi ha dato il via libera. Se otteniamo qualche risultato, metteremo in piedi una procedura e ci faremo lavorare anche gli altri commerciali. I quali certamente non saranno felicissimi di dover procedere lungo la strada segnata dall’ultima arrivata. Insomma, su questa cosa comunque vada non posso vincere, messa così.

Non avere budget ha comunque un risvolto positivo, nel senso che non ho un obbiettivo da raggiungere se non quello di fare bella figura. Per cominciare ho individuato tre clienti non particolarmente importanti: hanno utilizzato i nostri gestionali meno costosi e non hanno rinnovato la licenza. Me li ricordo, ed ho scelto i meno sgradevoli: uno studio legale, un commercialista ed un ristorante, opportunamente situati relativamente vicini tra di loro, in modo da riuscire ad incontrarli tutti nello stesso giorno.

Ho controllato: lavorano ancora, e lei conosce addirittura uno dei soci dello studio; mi ha confermato che le cose vanno bene, si sono ritagliati una fetta di lavoro con le banche sui crediti di problematico recupero e stanno attenti a non fare il passo più lungo della gamba. Quando le chiedo cosa significa, mi dedica uno dei suoi sorrisi speciali, da un angolo all’altro dello studio, i quelli che mi fanno venire voglia di saltarle addosso e scoparla sul pavimento senza aspettare neanche un secondo, prima di rispondere.

“Lavorando con le banche non ci si arricchisce più, me lo diceva papà negli ultimi tempi, pagano il più tardi possibile ed il meno possibile, però ti assicurano un flusso di lavoro tale da tenerti alla catena. Se non hanno trovato di meglio, o non sono in grado di cambiare clientela, forse non sono il cliente più adatto per te”.

Dopo, sudata e profumata, ha trovato anche il modo di aggiungere un’altra indicazione: “Molte banche pretendono che gli studi legali utilizzino i loro programmi per scambiare le informazioni sulle pratiche: probabilmente il tuo gestionale davvero non gli serve più. No, non togliere la mano. Anzi, ricominciamo, da brava”.

Annunci