Preparazioni

di cristinadellamore

Bene, stasera la cugina esce.

Ce lo ha detto due giorni prima, quasi a chiederci il permesso, e in felpa e jeans, i capelli raccolti in una coda (un po’ sporchi, li avrebbe lavati il mattino dopo), magra com’è, sembrava proprio una adolescente, non fosse stato per le profonde occhiaie che dimostrano come ancora pianga molto e dorma poco, quando si chiude nella sua stanza. Ovviamente siamo state contentissime, e lei ha immediatamente assunto il comando delle operazioni.

Niente domande troppo personali, per carità, ma c’erano dei problemi da risolvere. E quindi sì, una serata un po’ elegante, e no, non ha voglia di andare a cercare qualche vestito a casa sua, che tra l’altro dobbiamo ancora cominciare a svuotare.

“Ci pensiamo noi, non preoccuparti”, ha detto lei, “vieni a vedere”. E dopo averci guidate nella nostra camera da letto, ha spalancato la sua parte di armadio ed a colpo sicuro ha tirato fuori un vestito che non ricordavo.

“L’ho messo pochissimo, è di due anni fa, e ti dovrebbe stare bene. Poi lo provi”.

La cugina ha annuito e sorriso, finalmente, ed io mi sono ricordata, lo aveva comprato d’impulso, un giorno che eravamo in centro, nero, aderente sul busto con una piccola scollatura quadrata e le maniche lunghe, e morbido sui fianchi, un po’ corto e per di più svasato, facile a ruotare e a sollevarsi sulle gambe.

“Sei alta, quindi tacchi bassi. Vediamo se trovo qualcosa di adatto”. E sì, lo abbiamo trovato, i miei decolté neri col tacco cinque, presi per scherzo visto che costavano poco ed anche da me usati pochissimo dal momento che prediligo gli stiletti ed anche lei preferisce vedermi appollaiata sui tacchi dodici. Lei li ha provati subito e le stavano, poi si è infilata in bagno ed è ricomparsa pochi istanti dopo, e ancora mi chiedo come è stato possibile che si sia cambiata così in fretta.

“Sì”, ha dichiarato lei dopo averla esaminata da capo a piedi, “va bene. Le calze non sono un problema, ne abbiamo un cassetto pieno”.

E finalmente, dopo essersi truccata con il rossetto di lei ed il mio smalto, ci ha dato un bacio sulla guancia ed è scesa, il telefonino all’orecchio: giù c’era già una macchina che la aspettava.

“Non le abbiamo detto di non fare tardi e di chiamarci se ha bisogno di qualcosa”, ha detto lei con un mezzo sorriso dopo averle chiuso la porta alle spalle. Ed abbiamo fatto bene, direi. E adesso che facciamo?

“Potremo fare i genitori preoccupati”, ha suggerito. Giusto; io so benissimo come farle passare le preoccupazioni.

Annunci