Ritorni

di cristinadellamore

Lei mi aspetta in camera da letto. Io mi intrattengo in bagno, mi strofino, mi asciugo dopo la doccia, voglio far passare il tempo. Ho fretta ma voglio aspettare; so che ha fretta anche lei, ed anche lei aspetterà e godrà ogni istante dell’attesa.

Lei mi vuole, io la voglio. Non ho bisogno di accarezzarmi. Ho i seni impennati, i capezzoli eretti, un gradevole ed umido calore tra le gambe. Tendo l’orecchio, sento che lei respira profondamente, oltre la sottile parete che ci divide. Non mi chiama, mi aspetta; sa che sono pronta per lei come io so che lei è pronta per me, sempre, in ogni istante.

Lascio che l’accappatoio bagnato cada a terra, poi forse lo raccoglierò ma adesso non posso più aspettare. Ha vinto lei, di nuovo, una gara in cui c’è premio anche per chi perde, la gioia di dare e prendere, la felicità di vedere il piacere negli occhi dell’altra.

Col fiato un po’ corto e col cuore in gola spengo la luce bianca, fredda e forte del bagno e mi immergo in quella rosa e soffusa dell’abat jour in camera da letto, e come sempre lei mi sorprende.

Stavolta mi attende a squadra sul letto, offre alla mia vista il suo culo elegante, le natiche dilatate con le mani, la testa affondata nelle lenzuola. Non c’è bisogno di parlare, almeno per un po’.

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