Tuoni

di cristinadellamore

“Forse è arrivato l’autunno”, aveva detto lei dando un’occhiata alla finestra, dalla quale arriva il rombo sommesso della pioggia. Stasera ha cominciato e sembra non voler più finire, c’è un’arietta gradevole che invita a cercare una felpa od un maglione anche solo per appoggiarlo sulle spalle, e insomma avevamo previsto bistecche ed insalata ma abbiamo cambiato il programma in corsa, la cugina ha infilato la mia cerata sulla maglietta ed è appena uscita per andare a comprare le verdure da minestrone.

Ci vorrà un po’ di tempo, e comincio a metterlo a profitto; mentre lei stappa una bottiglia un po’ più importante la raggiungo e la abbraccio da dietro, piano. Lei fa la casalinga indifferente, almeno finché non ha di nuovo le mani libere, poi risponde alla mia pressione muovendo i fianchi contro di me.

Io procedo e afferro a piene mani il seno attraverso la maglia di cotone, infilo la lingua nell’orecchio, mordo il lobo attorno all’orecchino con la pietra rossa che è stato il mio primo regalo. Sento finalmente i muscoli che si rilassano, lei si appoggia a me e mi dice: “Sbrigati”.

Conosco il modo per concludere proprio adesso, finché siamo sole, vorrei tenerla ancora così ma capisco che è il momento dal respiro più affannoso. Muovo leggermente le mani su quel seno che conosco alla perfezione e con le dita a forbice stringo i capezzoli, forte. Contemporaneamente irrigidisco i muscoli e faccio bene, perché lei viene e si abbandona. Io la sostengo e riesco a depositarle un bacio all’angolo della bocca.

“Ci penso io ad affettare le verdure, amore, non ti preoccupare”. Certo, purché lasci almeno una zucchina intera, io so già cosa farne.

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