Terapia

di cristinadellamore

“Amore, vieni qui per favore”.

Lei mi chiama dalla camera da letto ed io scatto, corro, mi precipito. Non fossi scalza, solo con l’accappatoio addosso dopo la doccia, batterei anche i tacchi. Sono due passi e, ancora un po’ bagnata come sono, rischio di scivolare, mi fermo e mi metto mentalmente sull’attenti davanti a lei, che mi considera con occhi severi; certo, l’accappatoio è spalancato e non nasconde niente di importante.

Lei, del resto, è ancora meno vestita: ci stiamo preparando per andare a letto, è tardi e domani mattina abbiamo promesso alla cugina una corsetta un po’ più lunga. Del resto, chi l’avrebbe detto che è più in forma di noi e che ha sempre avuto l’abitudine di allenarsi in palestra, tappeto e cose del genere?

“Guarda un po’ qui, amore”, e mi mette sotto il naso la nostra scatola dei giochi per distrarmi dallo spettacolo dei suoi seni impennati. Incredibilmente, arrossisco. So cosa sta per dirmi: manca il nostro dildo preferito, venti centimetri di pelle nera e gomma dura, e quello che lei riesce a farne ve lo lascio solo immaginare. Io invece lo so benissimo, mi viene in mente e divento ancora più rossa.

Cioè, lei ci tiene all’ordine, in queste cose: i giocattoli vanno tenuti puliti, in ordine ed al riparo dalla luce e dalla polvere; non ammette che siano sparsi per casa, è disordinato oltre che antigienico.

Lei mi legge dentro e quindi confesso subito. Stasera ha fatto tardi, e mi sono trovata a chiacchierare con la cugina, e non so come è venuto fuori che si sente sola e che ha bisogno di rilassarsi, di non pensare per un po’ alla sua vita da ricostruire a poco più di venti anni, e insomma, visto che non pensavo lei avesse voglia di utilizzarlo perché sicuramente sarebbe tornata a casa stanca, insomma mi è venuto in mente di prestarlo alla nostra ospite.

La quale ospite, infatti, stasera ci ha salutate prima del solito ed è andata a letto con una certa fretta subito dopo cena.

Guardo lei da sotto in su, dopo la confessione, e la vedo sorridere.

“Domani ne vai a comprare uno nuovo, quello glielo lasciamo, ovviamente. E stasera ci arrangeremo, anzi cominciamo subito”.

Subito: lascio scivolare l’accappatoio umido giù dalle spalle e mi inginocchio: non c’è tempo da perdere.

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