Cambiamento

di cristinadellamore

Stamattina il cielo era un po’ cupo, nuvole che si inseguivano, ma anche il sole. Poi, mentre ero impegnata sugli ultimi rendiconti che mi aspettavano già da prima delle ferie, il cielo è diventato di un bel nero compatto e la collega seduta davanti a me ha annunciato a tutti ed a nessuno che tra Laurentina ed Ardeatina aveva cominciato a piovere. Come conferma, un tuono è rimbombato oltre le finestre ermeticamente chiuse.

Per un attimo ho considerato il mio tailleur di lino ed i sandali: niente affatto l’ideale per affrontare quindici chilometri in scooter sotto la pioggia, e nemmeno buoni per attraversare la strada ed andare a prendere il caffè. Non essere l’unica in quello condizioni non era di conforto, anzi; molto probabilmente ci saremmo litigato l’unico ombrello un po’ dissestato che qualcuno, qualche inverno fa, aveva comprato dai sorridenti cingalesi che con la pioggia spuntano come funghi (ci sono anche col sole, ma in quel caso offrono bastoni da selfie ai turisti diretti a San Pietro, dietro l’angolo rispetto a dove siamo noi).

Mi è anche venuto in mente uno dei consigli che lei mi ha dato, ai primi tempi dei nostri viaggi in moto attraverso Roma, quando ancora potevamo spostarci assieme. Sì, mi aveva spiegato che quando piove per la prima volta dopo tanto tempo bisogna stare doppiamente attente, perché all’acqua si aggiungono tutte le porcherie stratificate sull’asfalto, fino a formare un velo scivoloso e pericolosissimo.

Ma di questo mi preoccuperò oggi pomeriggio. Il problema immediato è quello di completare il mio pasto portato come sempre da casa (una pesca tabacchiera, due prugne ed un grappolo d’uva) con la necessaria dose di caffeina.

Un’altra occhiata alla finestra: piove ancora, ma in realtà si è ridotto a poche gocce.  È il momento di approfittarne, blocco il computer e mi avvio. Ma non faccio in tempo ad uscire: quasi mi scontro con il segretario che sta entrando e regge un vassoio con su in precario equilibrio una enorme caraffa ed una pila di bicchieri di carta.

Insomma, ha pensato di preparare il caffè per tutti, visto che il direttore oggi non c’è. Niente male, deve aver passato una bella estate, e infatti almeno per oggi non ha quella espressione sempre imbronciata che lo ha caratterizzato da quando lo conosciamo.

Gli facciamo le feste, speriamo che diventi una buona abitudine.

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