Innovazioni

di cristinadellamore

A me sembra un po’ il primo giorno di scuola, quando riapre l’ufficio alla fine di agosto e ti prepari ad affrontare un altro anno in compagnia di persone che non sempre, o almeno non tutte, ti stanno simpatiche. E comunque, in questa occasione, io che arrivo sempre prestissimo mi gingillo al bar e mi offro, contrariamente al solito, un bel cappuccino alla tedesca, con tanta schiuma ed il cioccolato sopra, ed un cornetto; intanto tengo d’occhio l’ingresso del palazzo e non mi muovo fino a che non vedo arrivare almeno un paio di colleghi.

Solo allora prendo il coraggio a due mani, attraverso la strada e mi avvio. No, manca una cosa, il messaggio che lei mi invia con l’augurio di buon lavoro. Il sussulto e la suoneria del telefonino personale, il sorriso che prende forma sulle mie labbra, e insomma sono pronta.

All’ingresso, dietro la sua scrivania, c’è il segretario-receptionist-tuttofare dall’espressione perennemente cupa, gli occhi fissi sull’enorme schermo di un computer. Ecco la prima novità, un computer da scrivania, qui non ce n’erano prima. Saluto e striscio il tesserino, sento il bip ed una specie di grugnito che dovrebbe essere la risposta del collega.

Altra novità, non sento i rumori prodotti dal telefonino aziendale mentre si connette alla rete dell’ufficio: eppure, come da regolamento, è acceso da quando mi sono svegliata.

Entro nella stanza dei commerciali, e non ci sono più le scrivanie: solo un grande tavolo al quale è già seduta l’altra collega. lo sguardo sullo schermo del portatile, l’espressione di chi ha voglia di essere da tutt’altra parte. E sì che è in splendida forma, abbronzata, senza trucco e senza inganno: con la moglie ed i figli deve aver passato un bellissimo mese di agosto.

Le dedico un sorriso ed un saluto prima di accendere a mia volta il computer; niente tempo per le chiacchiere, si lamenta della nuova sistemazione e mi dice che non riesce a collegarsi in rete. Un’occhiata, nemmeno il mio, e neanche il telefonino. Mi vengono in mente in un lampo immagini di film americani, il licenziamento più o meno te lo comunicano così da quelle parti, devo essere sbiancata ma poi mi rendo conto che il badge ha funzionato, deve essere qualcosa di diverso.

Nel frattempo sono arrivati anche gli altri colleghi, tutti con lo stesso problema, dall’amministrazione e dalle Risorse Umane arrivano fin qui le proteste a voce altissima, poi il segretario mette la testa dentro la stanza e con aria funerea ci spiega che dobbiamo leggere la comunicazione che troviamo non appena ci colleghiamo e che spiega come, per ragioni di sicurezza, la rete senza fili è stata disattivata, ci sono le prese sulle postazioni di lavoro, quindi infiliamoci i cavetti.

Mi viene da ridere, il collega più anziano sbatte il pugno sul tavolo e fa la domanda che volevo fare anche io: “Se non ci colleghiamo ci dici come facciamo a leggere la comunicazione”?

Il segretario arretra e sparisce senza rispondere. Nessuno ha portato i cavetti di rete , ovviamente: oggi non si lavora, meglio così, rientro dolce dalle ferie.

Annunci