Spiegazioni – Quarta parte

di cristinadellamore

Mangiamo. In qualche modo la cugina si è sbloccata, parla e mangia con appetito degno di nota, propongo il bis e quasi riempie di nuovo il piatto e insomma, anche se mi è un po’ scappata la mano con le dosi, non resta niente nella zuppiera. Svuotiamo anche la bottiglia prima che mi ricordi di andare a prendere un po’ di frutta. Giusto, peccato che a casa siano rimaste solo tre o quattro pesche tabacchiera un po’ raggrinzite; la cugina mi salva in angolo perché fa cenno di no, grazie, ed è la prima ad alzarsi e ad offrire aiuto per mettere in ordine.

Altra occhiata con lei. Va bene, non ci resta che continuare così. Ci trasferiamo nello studio per continuare a chiacchierare; io quasi mi scordo che non siamo sole e faccio per accomodarmi ai suoi piedi, mi fermo in tempo e poi quasi cado: lei mi ha dato una gentilissima spinta, e quindi sia, probabilmente ha ragione, vediamo come si comporta la cugina.

Si comporta abbastanza bene, siede un po’ rigida in un angolo del divanetto e parla ancora della madre e della zia. Lei, come al solito, mi accarezza gentilmente collo e nuca mentre ascoltiamo educatamente. E sì, non importa se sembro il suo cagnolino, questo è il mio posto e ci sto benissimo, e non importa se con la vestaglietta mostro tutto quello che c’è da vedere, sono a casa mia, siamo tra donne e poi, per lei, sono bella e fiera di esserlo.

La cugina dice che è stanchissima. Prima che io possa dire qualcosa, stavo per offrirmi di accompagnarla a casa, abita dall’altra parte di Roma, un bel viaggio e meno male che c’è ancora poco traffico, interviene lei: “Resti a dormire con noi, naturalmente, e domani mattina ti accompagno da mamma”. Non smette di carezzarmi la nuca, nel frattempo, ed io mi sento davvero bene, finalmente, non provo più nervosismo, stanchezza, tensione e paura e preoccupazione per lei. Anzi, mi muovo un po’ per sentire meglio la sua carezza e per mostrare di apprezzarla.

Ecco che arriva, la cugina ci guarda con gli occhi sgranati, deve finalmente, nella nebbia del dolore e perché no anche del vino, aver decifrato quello che vede. Non so cosa aspettarmi e quando dice che a guardarci così siamo molto belle sono io spalancare la bocca per la sorpresa. Non me lo aspettavo.

Lei sì. “Cosa immaginavi? No, non dircelo. non ha importanza”. E comunque non si deve preoccupare, aggiungo io, c’è la stanza degli ospiti, potrà stare tranquilla e comoda, c’è anche il bagno vicino, domani mattina le porto il caffè a letto prima di uscire.

 

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