Confidenze

di cristinadellamore

“Ci sono solo due tipi di uomini, quelli che vogliono il culo e quelli noiosi”.

Tra le risate, lei mi guarda e mi sorride. Serata estiva con le amiche rimaste in città, una villetta d’epoca a picco su di un lago, invito che comprende l’ospitalità per la notte, e allora siamo venute col mio scooter per portare più comodamente un cambio di biancheria e non solo. E’ richiesta anche una certa eleganza e lei e’ la più elegante e bella di tutte nel suo completo scuro di Versace, camicia bianca di seta e sottile cravatta. Per me ha scelto l’abito che mi ha regalato per il compleanno e devo dire che sono degna di lei, tutte mi hanno fatto i complimenti e qualcuna mi ha anche chiesto dove l’ho comprato.

Sono amiche sue, compagne di università prima, colleghe di lavoro poi, le conosco quasi tutte ed in generale mi stanno simpatiche. Ciò non toglie che io, qui, sono quella più giovane, quella meno colta e probabilmente anche quella che guadagna di meno: non ci fosse lei mi sentirei a disagio. Ma lei mi fa sentire sempre al centro dell’attenzione, anche quando non lo vorrei, magari.

Come adesso; la padrona di casa, bellissima con i suoi lunghi riccioli neri, elegantissima in seta grigio perla che mette in evidenza un seno di tutto rispetto, mi chiede cosa ne penso, se sono d’accordo con lei o se ho un’opinione diversa. Cosa vuole sentirmi dire, mentre sono seduta su un angolo del divano, le ginocchia strette, le spalle dritte ed un bicchiere in mano?

Le dico quello che penso: se fa piano, se è gentile, se lo prenda pure, il culo, poi pagherà dazio. E guardo lei a mia volta, lei che ieri sera mi ha sfondata ripetutamente con le dita di ferro e mi ha fatto urlare, e non di dolore, e lei sa che alla prima occasione le toccherà mettersi sulle ginocchia, aprirsi le natiche con le mani e lasciarmi fare fino a gridare il mio nome.

Altra risata collettiva. La rossa pallidissima, i capelli lunghi fino al culo, che per tutta la sera ha svuotato un bicchiere dopo l’altro e adesso non riesce a stare seduta composta sul divano, e da qui vedo benissimo che è rossa naturale, mi manda un bacio prima di affermare con una serietà che fa a pugni con la posizione che per quanto siano delicati fanno male e che ha smesso di accontentarli.

“In effetti ho detto che vogliono, non ho detto che possono anche averlo”. Lei sorride un po’ meno, ha visto il mio scambio con la rossa e non lo ha apprezzato, ed io sono assurdamente felice, perché è raro che mostri di essere gelosa; in effetti la rossa è ubriaca, io non ho scuse, dovrò farmi perdonare.

Altra risata collettiva e improvvisamente ho caldo, non mi chiedo più cosa ci faccio qui, come una moglie ad una serata con gli amici del marito, sento nettissimo il suo odore in mezzo ai profumi delle altre donne e mi passo la lingua sulle labbra. Mi vuole, io voglio lei, ma questa serata sarà ancora lunga. Ho imparato ad aspettare, ho cominciato ad apprezzare il piacere dell’attesa del piacere, posso tenere il filo di una conversazione su qualsiasi argomento, o quasi. E sugli uomini ne so di più di queste eleganti giovani signore.

Quindi sorrido alla rossa, poi guardo lei e suggerisco che basta usare il burro. Tra le risate che fanno quasi cadere il soffitto, le incurva appena le labbra e fa cenno di sì.

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