Velocità

di cristinadellamore

Corro. Non con la falcata leggera che lei cerca di insegnarmi e che imito come posso al mattino o alla sera lungo i viali alberati di questo quartiere di ricchi nel quale lei mi ha fatto entrare, ma come chi corre per salvarsi la vita. Non mi volto, ma so che dietro di me corre affannata la mia nemesi e non devo farmi prendere. Ne va della mia vita.

Corro. I polmoni come un mantice, i muscoli delle gambe come pistoni, protesa in avanti per tenere l’equilibrio, come non ho mai corso in vita mia. E invece no, una volta ho corso così, ma non sono stata abbastanza veloce, e sono stata raggiunta.

Corro. Il familiare dolore al fianco è un vecchio amico, e non è niente rispetto a quello che proverò se sarò raggiunta di nuovo. Lei non può aiutarmi, è la mia corsa, la mia fuga, la mia vita in gioco. E infatti la vedo, correre più avanti, senza voltarsi, con leggera eleganza. Non ha idea della mia prova, e non riesco a raggiungerla.

Corro. Lei è lì davanti, mi basta un ultimo sforzo. Ad ogni passo è più vicino, ma forse non abbastanza. E non ho più fiato, non ho più muscoli.

Corro. Quando il corpo non ti sostiene più basta la volontà. Mi sembra di essere ancora più veloce, il cuore che batte tanto forte da sentirlo, come quello di lei dopo il sesso quando appoggio il capo sul suo seno e mi lascio cullare, la guardo dal basso in alto e mi godo il suo sorriso.

Corro. Adesso è più vicina, sono quasi in salvo, brucio le ultime energie mentali e la raggiungo. Grido e urlo che la amo, forte, più forte, e lei sorride e viene con me.

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