Silenzi

di cristinadellamore

Lei ha gli occhi fissi su un documento ingiallito. Tra le dita sottili una matita, ma più che scriverci ci giocherella: con i capelli corti non può più tormentarne un ciuffo come sua abitudine; ha smesso di fumare e qualcosa, mentre lavora, deve pur fare per mantenere la concentrazione.

Approfittando della serata più fresca abbiamo deciso di mettere in forno due sogliole, con aglio, prezzemolo, pangrattato e poco olio, e dalla cucina arriva un appetitoso profumino. Io però sono disoccupata, dopo aver preparato la teglia non mi resta che aspettare, e non ho portato lavoro a casa, stavolta. Tengo aperto il poliziesco appena uscito ambientato tra Roma ed Aosta ma come a volte mi accade quando sono accanto a lei le lettere si confondono, uno sguardo all’orologio per controllare e mancano ancora dieci minuti, solo un minuto in meno dell’ultima volta che ho guardato.

Sono fatta così: capisco che non è possibile, ma vorrei passare ogni minuto assieme tra le braccia della donna che amo, essere ignorata anche solo per un istante mi fa male quasi fisicamente. Giro la pagina, metto il segno e mi alzo sempre guardando lei di sottecchi. Concentratissima, ancora studia quella carta, la matita ora vola sui margini del foglio.

Niente da fare, sgattaiolo via silenziosamente, vado in bagno e mi schizzo l’acqua fredda in faccia, mi bagno la maglietta ma giuro che non l’ho fatto apposta: però adesso aderisce perfettamente e sottolinea i capezzoli dritti che cominciano a dolermi.

Chiudo gli occhi e respiro profondamente: so cosa sta succedendo, sta per venirmi il ciclo e come sempre ho voglia di coccole e compagnia, prima di dover avviare la routine di assorbenti, cambi di mutandine ogni sei ore e cattivi odori fantasma che mi spingono a ritirarmi il più lontano possibile nel lettone.

Sono ancora con gli occhi chiusi quando sento la sua voce.

“Amore, togli quella maglietta bagnata e vieni a tavola, ci meritiamo un aperitivo”.

Di corsa.

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