Infortuni – Terza parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

Il caffè è buono, servito con un sorriso ed un cioccolatino che lascio lì anche per non impastarmi i denti di marrone. E con i rituali cinque minuti di anticipo entro nella banca – niente metal detector, niente guardia giurata, mi sembra un po’ strano – seguo i cartelli e mi rivolgo ad un ragazzo della mia età, un po’ a disagio in giacca scura aderente e palesemente nuovissima, mezzo strozzato dal colletto di una camicia forse troppo piccola e dalla cravatta malamente intonata e peggio annodata, in piedi dietro un piccolo bancone semicircolare.

Passo ad una scrivania, una gentilissima signora dai capelli rosso fuoco e ricci improbabili si alza per accompagnarmi a destinazione e finalmente sono ammessa nel sancta sanctorum.

Il sessantenne è già in piedi per stringermi la mano, così non deve alzarsi per salutarmi e sullo sfondo, in questa stanza anonima, senza finestre, palesemente ricavata con i tramezzi prefabbricati, c’è un altro uomo, nettamente più giovane, capelli neri lunghi e lisci, occhiali spessi, una cravatta annodata come capita, si presenta senza porgermi la mano, a voce bassissima, e questa deve essere proprio una caratteristica dei dirigenti di questa azienda.

Sì, perché visto che niente è quel che sembra il giovanotto un po’ nerd è sicuramente quello che, alla fine, prende le decisioni, e preferisce restare nell’ombra.

Ci accomodiamo: niente poltrone più o meno pericolose ma sedie ergonomiche per tutti; non c’è neanche la scrivania a dividerci, siamo tutti dalla stessa parte.

Lei direbbe medias in res: il sessantenne dice subito che secondo loro vado bene per quello che hanno in mente, far parte di un team di venditori. Per cominciare, però, devo prendere il patentino di agente immobiliare e finché non lo avrò conquistato sarò inquadrata ad un livello più basso e con compiti di supporto.

In che senso livello più basso? Il patentino è soltanto una formalità o è invece qualcosa di sostanziale per questa gente? E poi, corso ed esame magari costano: me li devo pagare da sola? In effetti le risposte sono sì e sì. Nel senso che il patentino è una cosa seria, e questo lo capisco, hanno certamente tutti gli occhi addosso, soprattutto quelli delle associazioni di categoria degli agenti immobiliari. Non mi convince per niente il secondo sì, le banche fanno un gran parlare della formazione del personale per le nuove professionalità, ed io devo pagarmi da sola i corsi e gli esami? Magari è per far vedere che non sono una banca, penso sopprimendo sul nascere un ghignetto sarcastico.

Però magari il gioco vale la candela, quindi spiegatemi per favore cosa sarebbero i compiti di supporto. E mi appoggio allo schienale per dimostrare di essere completamente rilassata: in realtà non lo sono, mi sembra che questi signori si considerino una specie di dono di dio al mondo del lavoro e che davanti alla possibilità di essere assunti da loro chiunque dovrebbe inginocchiarsi, ringraziare la propria divinità personale e dire che va bene.

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