Partenze

di cristinadellamore

Lei è già sveglia, anzi, si è proprio alzata; oggi il caffè tocca a me prepararlo e mi trascino in cucina chiedendomi perché non mi abbia svegliata con il solito bacio. Lo capisco dalla penombra: è prestissimo, soprattutto per un sabato mattina.

Accendo la macchina e me la trovo davanti quando punto verso il bagno. Deve avermi sentita dall’altra stanza, mi sfiora con le labbra e con le dita e mi lascia andare.

Le porto il caffè alla scrivania e ne ho in cambio un altro bacio, questa volta degno di lei. Curiosamente, il suo piccolo portatile è già acceso.

“Mi sono svegliata presto, è vero, ma avevo qualcosa da fare”. Mi bacia di nuovo e brindiamo con le tazzine colme: ho messo un po’ di miele e mi ricorda il suo sapore più intimo, chissà perché. E chissà cosa c’è di tanto importante da farle cambiare abitudini consolidate.

“C’è che giovedì prossimo si vota in Gran Bretagna, e potrebbero esserci conseguenze anche per noi. Soprattutto per i nostri soldi”. In effetti lei era sul suo internet banking, un po’ diverso dal mio. Giusto, ne ho letto anche io, gli inglesi decideranno se andarsene o meno dall’Unione Europea. E noi cosa possiamo farci?

“Ovviamente possiamo farci poco, soprattutto perché nessuno sa come andrà a finire il voto. Le conseguenze ovviamente saranno diverse, e la cosa più importante sui mercati finanziari è anticipare la tendenza, non seguirla”. Solo che questa tendenza, purtroppo, non si sa quale sarà, se ho capito bene. Troppo difficile, prendo le tazzine e vado a lavarle. Lei mi segue: ha voglia di parlarne, si vede, ed io ho voglia di ascoltare, anche se temo di non capirci niente.

“Hanno creato due neologismi, addirittura, Brexit per Britain exit, ovviamente l’uscita dall’Europa, e Bremain, che è il contrario”. Fa una smorfia, e so a cosa sta pensando, a quella parlamentare favorevole a restare in Europa uccisa da un pazzo.

“Non era un pazzo, era un terrorista, tale e quale a quelli dell’Isis, solo che è bianco, ariano e cristiano, e allora si usano altre categorie. E poi, in fondo ha ucciso solo una donna”. Lei sa che non mi piace se si faccia dell’ironia su cose del genere e mi chiede scusa.

“Insomma, secondo me in caso di Brexit, e in assenza di altri fattori, nel breve termine si verificherebbe un iniziale calo delle borse e una corsa ai titoli tedeschi e francesi, con calo dei prezzi per quelli italiani e spagnoli. Poi il dollaro salirebbe sull’euro; a lungo termine ci sarebbe però un recupero delle borse soprattutto grazie alle Banche centrali”. Non ci ho capito niente, come previsto.

“Dovrebbe significare che in fondo le cose non andrebbero poi così male, almeno per i Paesi che resterebbero nell’euro. Vuol dire anche che se adesso vedi tutto in rosso il tuo portafogli c’è da credere che tra un po’ potrai recuperare le perdite”. Meno male, mi ero abituata a vedere il mio gruzzoletto crescere.

“Se invece la Gran Bretagna decide di restare, più o meno subito si verificherebbe un recupero delle borse, e salirebbero i prezzi anche dei titoli di Stato italiani e spagnoli; l’euro si rafforzerebbe contro il dollaro e le quotazioni delle obbligazioni governative tedesche e francesi scenderebbero. Il nostro debito pubblico ci costerebbe di meno, insomma”. Quindi è meglio se gli inglesi non vanno via, se ho capito bene.

“In realtà non mi è chiarissimo. In tutto questo abbiamo dimenticato una cosa importante”. Giusto, la abbraccio e lei affonda il capo nel mio seno: il modo migliore per affrontare le turbolenze dei mercati.

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